Scuola italiana in difficoltà: il Rapporto Eurispes 2026 segnala competenze in calo

La scuola italiana mantiene la fiducia delle famiglie, ma i dati Eurispes mostrano criticità profonde su competenze, divari e università.

29 maggio 2026 16:00
Scuola italiana in difficoltà: il Rapporto Eurispes 2026 segnala competenze in calo  - Le funzioni esecutive
Le funzioni esecutive
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La scuola italiana continua a essere considerata un punto di riferimento: il 68% dei cittadini dichiara fiducia nell’istruzione pubblica e il 73,7% guarda positivamente all’università. Tuttavia, il 38° Rapporto Eurispes 2026 racconta un quadro più fragile. Dietro il consenso sociale emergono competenze insufficienti, divari territoriali e risorse limitate, con effetti diretti sul futuro degli studenti e sulla qualità della formazione.

Scuola italiana e competenze degli studenti

Il nodo più urgente riguarda gli apprendimenti. Secondo Eurispes, il 39% degli studenti non raggiunge livelli adeguati in lettura, mentre in matematica la quota sale al 44%. Significa che quasi uno studente su due fatica a padroneggiare le conoscenze di base previste dal proprio percorso. La matematica, la lettura e le competenze fondamentali diventano così indicatori di una scuola che rischia di lasciare indietro una parte consistente dei ragazzi, con risultati inferiori alla media Ocse.

Divari territoriali e abbandono scolastico

L’abbandono scolastico precoce è sceso sotto la media europea, ma resta una ferita aperta soprattutto nel Mezzogiorno e nelle periferie urbane. Il problema non riguarda solo chi lascia la scuola, ma anche chi termina gli studi senza competenze adeguate. In Calabria, Sicilia e Sardegna la dispersione implicita supera il 20%, mentre al Nord resta sotto il 10%. Questo divario mostra quanto territorio, povertà educativa e opportunità formative pesino sul percorso degli studenti.

Docenti e università tra risorse e qualità

La fragilità del sistema passa anche dal lavoro degli insegnanti. Gli stipendi dei docenti italiani restano tra i più bassi d’Europa e non crescono realmente da decenni, rendendo meno attrattiva la professione. Anche l’università presenta criticità: il Fondo di Finanziamento Ordinario 2025 cresce solo in termini nominali, ma resta fermo se si considera l’inflazione. Preoccupano inoltre le telematiche, dove il rapporto iscritti-docente arriva a 139,5 a 1. Insegnanti, finanziamenti e qualità didattica restano quindi aspetti centrali da rafforzare.

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