Scuola, vittoria importante per Anief: 61mila euro di risarcimento ad un precario
Il Tribunale sanziona il Ministero per la reiterazione dei contratti a termine e riconosce il diritto agli arretrati della Carta del docente.
Una sentenza esemplare condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito a versare una somma record. Un docente, supportato dai legali Anief, ha ottenuto oltre 61.000 euro per l'abuso dei contratti a termine e il mancato riconoscimento della Carta del docente, sancendo un importante precedente sul risarcimento precari scuola.
La condanna al Ministero per l'abuso dei contratti a termine
Il dicastero di Viale Trastevere subisce una battuta d'arresto significativa nelle aule di giustizia riguardo alla gestione del personale non di ruolo. Il Tribunale del Lavoro, esaminando il ricorso presentato dai legali del sindacato Anief, ha decretato l'illegittimità della prassi che vede la continua successione di contratti a tempo determinato senza giungere alla stabilizzazione del dipendente. Secondo quanto stabilito dal magistrato, la mancata immissione in ruolo non rappresenta solo una questione amministrativa, ma configura un vero e proprio danno economico per il lavoratore. La sentenza evidenzia come la reiterazione dei contratti costituisca un abuso che necessita di una riparazione finanziaria adeguata, commisurata al pregiudizio subito nel corso degli anni di servizio precario.
Maxi risarcimento precari scuola: i dettagli della sentenza
Il cuore della decisione giudiziaria risiede nella quantificazione economica del danno, calcolata con estrema precisione sulla base dell'ultima retribuzione globale di fatto. Nel dispositivo della sentenza, il giudice ha imposto al Ministero il pagamento di una somma pari a 61.461,39 euro, cifra che corrisponde esattamente a 19 mensilità dell'ultimo stipendio valido per il calcolo del TFR. Tale importo, a cui dovranno essere aggiunti gli interessi maturati fino al momento del saldo effettivo, mira a compensare la "sussistenza di un abuso" nella gestione dei rapporti di lavoro a termine. Questa pronuncia rappresenta una delle cifre più alte mai riconosciute in questo ambito, confermando la linea dura della giurisprudenza contro lo sfruttamento del precariato scolastico.
Il riconoscimento della Carta del docente ai supplenti
Parallelamente al risarcimento per la mancata assunzione, il tribunale ha affrontato e risolto un'altra annosa questione: la discriminazione nell'accesso alla formazione professionale. È stato ribadito che il diritto all'aggiornamento, e di conseguenza il bonus economico noto come Carta del docente, deve essere garantito a tutto il corpo insegnanti, indipendentemente dalla tipologia contrattuale in essere. Il giudice ha pertanto disposto l'erogazione degli arretrati del bonus da 500 euro per un triennio specifico, sanando la disparità di trattamento rispetto ai colleghi di ruolo.
Nello specifico, il riconoscimento copre le seguenti annualità:
Anno scolastico 2020/2021;
Anno scolastico 2021/2022;
Anno scolastico 2022/2023.
Le spese legali e l'impatto della decisione giudiziaria
A conclusione del procedimento, il magistrato ha ordinato il versamento di ulteriori 1.500 euro complessivi tramite l'accredito sulla carta elettronica del docente, oltre agli interessi legali dovuti. La vittoria legale ottenuta da Anief si completa con la condanna del Ministero alla rifusione delle spese di lite, liquidate in 1.030 euro più il rimborso forfettario delle spese generali. Questa sentenza non solo restituisce dignità economica al singolo ricorrente, ma rafforza ulteriormente il principio secondo cui il precariato scolastico non può essere utilizzato come strumento di risparmio sulla pelle dei lavoratori, aprendo la strada a futuri ricorsi per situazioni analoghe.