Sentenza TAR Piemonte n. 983/2026: i commenti del CNDDU sulla bocciatura e la tutela degli studenti fragili

La sentenza TAR Piemonte n. 983/2026 ribadisce l'autonomia della scuola e riapre il tema della tutela degli studenti in difficoltà

08 giugno 2026 16:00
Sentenza TAR Piemonte n. 983/2026: i commenti del CNDDU sulla bocciatura e la tutela degli studenti fragili - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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La sentenza TAR Piemonte n. 983/2026 torna a definire i confini del potere valutativo della scuola. Sul tema interviene il CNDDU, che commenta la legittimità della non ammissione alla classe successiva di una studentessa in difficoltà. La vicenda apre un confronto più ampio sul diritto all'istruzione e sulla protezione degli alunni fragili.

La decisione del giudice amministrativo

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte si è pronunciato sul caso di una studentessa non ammessa alla classe successiva nell'anno scolastico 2021/2022. La ragazza aveva vissuto serie difficoltà legate all'emergenza Covid-19 e a un infortunio fisico documentato. Il Consiglio di Classe aveva deciso la bocciatura. Il giudice ha ritenuto legittima quella scelta, perché la valutazione finale resta una competenza propria della scuola e non può essere sostituita dal tribunale.

I limiti del controllo del giudice

La pronuncia si colloca in un orientamento ormai consolidato. La valutazione finale degli apprendimenti è espressione della discrezionalità tecnica dell'organo collegiale. Il giudice può intervenire solo in casi precisi:

  • manifesta illogicità della decisione;

  • errore di fatto o travisamento delle prove;

  • contraddittorietà evidente o totale mancanza di motivazione.

Fuori da questi confini, la scelta della scuola non è sindacabile. Non esiste infatti alcuna presunzione di promozione: la bocciatura è possibile quando le carenze rendono davvero difficile affrontare l'anno seguente.

Diritto all'istruzione e studenti fragili

La parte più delicata riguarda il diritto all'istruzione, tutelato dagli articoli 2, 3, 33 e 34 della Costituzione. Come sottolinea il CNDDU, il vero nodo non è la bocciatura in sé, ma le misure messe in campo dalla scuola per garantire pari opportunità a chi vive una vulnerabilità sanitaria, psicologica o sociale. L'uguaglianza sostanziale chiede di rimuovere gli ostacoli che frenano lo sviluppo della persona. Per questo serve un accompagnamento mirato anche per studenti che non rientrano nelle categorie della disabilità certificata o dei bisogni educativi speciali.

La proposta del CNDDU

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, guidato dal presidente Romano Pesavento, invita a spostare il dibattito. Il punto non è solo l'alternativa tra promozione e bocciatura. Serve rafforzare la personalizzazione dell'insegnamento e la prevenzione dell'insuccesso scolastico. Oggi manca un protocollo nazionale uniforme per gestire le fragilità che compaiono durante l'anno. La valutazione resta un atto tecnico, ma va esercitata con proporzionalità, ragionevolezza e imparzialità, secondo l'articolo 97 della Costituzione.

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