Servizio militare, la riforma Crosetto introduce la nuova guardia nazionale italiana

Servizio militare in versione Crosetto: nasce la guardia nazionale con tre riserve, sgravi fiscali e 40mila militari entro il 2033.

24 giugno 2026 12:00
Servizio militare, la riforma Crosetto introduce la nuova guardia nazionale italiana -
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Il servizio militare torna al centro del dibattito con un disegno di legge voluto dal ministro della Difesa Guido Crosetto. La bozza prevede la nascita di una guardia nazionale sul modello statunitense, con forze di riserva pronte a intervenire anche per la protezione civile. Il testo deve ancora passare dal Consiglio dei ministri e poi dal Parlamento, ma i suoi pilastri sono già definiti.

Servizio militare, i tre pilastri della riserva

La riforma introdurrebbe tre tipi di riserva. La riserva operativa sarebbe formata da personale già addestrato e in congedo da non più di cinque anni, con un vincolo di disponibilità al richiamo. La riserva volontaria specialistica raccoglierebbe ufficiali e graduati con competenze tecniche, mediche, ingegneristiche o informatiche, utili anche in tempo di pace. La riserva territoriale sarebbe aperta ai cittadini tra i 25 e i 35 anni con almeno la licenza media. La ferma durerebbe dodici mesi, con trenta giorni iniziali di formazione e impiego nella propria regione.

Quando scatta il richiamo d'autorità

Il governo potrebbe richiamare d'autorità il personale delle tre riserve in caso di «situazioni di grave crisi suscettibili di ripercuotersi sulla sicurezza dello Stato» oppure per difendere i confini nazionali. Il richiamo verrebbe deciso dal Consiglio dei ministri, con comunicazione al Presidente della Repubblica. La delibera passerebbe poi alle Camere, che entro cinque giorni dovrebbero autorizzarlo o negarlo, indicando obiettivi, numero massimo di persone e durata programmata dell'impiego.

Sgravi fiscali e incentivi economici

Per spingere le adesioni, il testo prevede vantaggi sia per i lavoratori sia per le aziende. Ecco i principali incentivi:

  • esonero del 100% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro durante il periodo di richiamo;

  • sgravio totale anche per chi viene assunto a termine per sostituire il dipendente richiamato;

  • compenso di 130 euro per ogni giornata di addestramento periodico;

  • premio annuale di 1.300 euro per chi completa tutti i richiami previsti.

È previsto anche un fondo per la disoccupazione dei volontari rimasti senza impiego al termine del servizio.

Obiettivo 2033, fino a 40mila militari in più

La delega punta ad aumentare gli organici fino a 40mila unità entro il 31 dicembre 2033 per Esercito, Marina, Aeronautica e Sanità militare. Non sono assunzioni automatiche: l'incremento andrebbe deciso anno per anno con la legge di bilancio, secondo le risorse disponibili. Il percorso partirebbe nel 2028. Per i carabinieri è previsto un aumento separato di 2.600 unità. Restano però da definire le coperture finanziarie del piano, ancora assenti nello schema circolato e rinviate alle prossime leggi di bilancio.

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