Test psicoattitudinali per i docenti e assunzioni dei dirigenti: le proposte di Rossano Sasso
Il deputato di Futuro Nazionale rilancia su assunzioni dei dirigenti, stipendi dei docenti e valutazione psicologica per chi vuole insegnare.
In una recente intervista rilasciata a Orizzonte Scuola, il deputato Rossano Sasso (ex sottosegretario all'Istruzione e oggi tra i fondatori di Futuro Nazionale) è tornato su alcuni nodi aperti del sistema scolastico italiano: dalle assunzioni mancate dei dirigenti scolastici al trattamento economico dei docenti, fino a una proposta destinata a far discutere, quella di una valutazione psicoattitudinale per chi sceglie di insegnare.
I dirigenti scolastici ancora in attesa
Il primo tema affrontato riguarda i vincitori del concorso per dirigenti scolastici del 2017, molti dei quali non hanno ancora ottenuto un incarico. Secondo Sasso si tratta di centinaia di professionisti che da anni attendono di essere assunti, spesso pur svolgendo già di fatto funzioni dirigenziali all'interno delle scuole.
Per il parlamentare, una scuola guidata da un reggente o da un vicario (soprattutto negli istituti articolati su più plessi) fatica a funzionare. Il problema, a suo giudizio, non sarebbe principalmente economico ma politico: le risorse esisterebbero, mentre a mancare sarebbe la volontà di intervenire, in un rimpallo di responsabilità tra Ministero dell'Istruzione e Ministero dell'Economia. Da qui la richiesta di Futuro Nazionale di un piano straordinario di assunzioni nell'arco di un anno per i circa 1.200-1.300 vincitori già operativi nella scuola.
Sul piano dei numeri, i dati ministeriali citati nell'intervista indicano, per il solo concorso ordinario, 253 vincitori da assumere al 1° settembre 2026 e 127 idonei, a cui si aggiungono oltre 1.500 dirigenti in attesa relativi al concorso riservato: cifre che, sommate, superano la stima indicata da Sasso.
Stipendi e "Piano casa"
Il secondo fronte riguarda la condizione economica degli insegnanti. Sasso ha definito i docenti mal pagati e ha espresso perplessità sul "Piano casa" che il governo sta elaborando per garantire affitti agevolati al personale fuorisede.
La sua posizione è netta: secondo quanto riferito, molti insegnanti preferirebbero veder tradotte quelle risorse direttamente in busta paga, piuttosto che in misure le cui coperture economiche, a suo dire, non sarebbero chiare.
La proposta della valutazione psicoattitudinale
L'elemento più discusso dell'intervista è la richiesta di introdurre «un minimo di valutazione psicoattitudinale» per chi intende intraprendere la professione docente. Sasso ha precisato che non si tratterebbe di test a crocette, ma di un momento di valutazione psicologica inserito nel percorso di formazione e accesso.
L'obiettivo dichiarato è evitare che la scuola venga vissuta come un "ammortizzatore sociale" e valorizzare invece la qualità di chi entra in aula, con un trattamento che a suo avviso dovrebbe accompagnarsi a retribuzioni adeguate, stabilizzazione e tutele.
La visione di fondo
Sullo sfondo delle singole proposte, l'intervista delinea la visione che Sasso e Futuro Nazionale (partito fondato dal generale Roberto Vannacci, di cui il deputato è cofondatore e responsabile per il Sud) attribuiscono al sistema scolastico: una scuola descritta come "seria" e "competitiva", capace di tornare a funzionare come ascensore sociale. Nel ragionamento del parlamentare viene rivendicata la parità delle condizioni di partenza, distinta da quella dei risultati, e criticato un modello educativo che a suo giudizio tenderebbe a un livellamento verso il basso.
Un dibattito aperto
Le proposte avanzate nell'intervista toccano questioni che attraversano da tempo il mondo della scuola: i tempi delle assunzioni, le retribuzioni del personale e i criteri di accesso alla professione. In particolare l'ipotesi di una valutazione psicoattitudinale è un tema su cui esistono posizioni differenti, tra chi la considera uno strumento di selezione utile e chi solleva dubbi sulla sua applicabilità e sui criteri di valutazione. Si tratta, in ogni caso, di indicazioni politiche e non di misure già adottate: il loro eventuale seguito dipenderà dal confronto parlamentare e dalle scelte del governo.