Sezioni primavera: 9,4 milioni per l'anno 2025/26
Il Ministero stanzia nuove risorse per i servizi educativi 2-3 anni. Ecco i dettagli della ripartizione dei fondi alle Regioni.
Approvato il finanziamento per le sezioni primavera. Il nuovo decreto sblocca oltre 9 milioni di euro per supportare l’offerta educativa della fascia 2-3 anni, con risorse distribuite agli Uffici scolastici regionali.
Il decreto stanzia nuovi fondi per le sezioni primavera
L'iter burocratico per il sostegno ai servizi educativi della prima infanzia ha raggiunto un traguardo fondamentale con la registrazione ufficiale, da parte dell'Ufficio Centrale di Bilancio, del provvedimento che garantisce la continuità operativa per il prossimo anno educativo. Nello specifico, si tratta del Decreto Direttoriale n. 11, firmato l'8 gennaio 2026, che definisce con precisione il quadro economico destinato al funzionamento delle sezioni primavera.
L'investimento complessivo messo in campo ammonta esattamente a 9.411.828 euro. Questa cifra non rappresenta un semplice stanziamento contabile, ma una iniezione di liquidità essenziale per mantenere attivi i servizi ponte tra il nido e la scuola dell'infanzia. La somma sarà gestita direttamente dagli Uffici scolastici regionali (USR), che avranno il compito di amministrare le quote sia in termini di competenza giuridica che di cassa effettiva. La distribuzione territoriale delle risorse non è arbitraria, ma segue rigidamente le tabelle percentuali fissate nell'Allegato 1 del decreto stesso, garantendo così una copertura proporzionale alle esigenze dei diversi territori nazionali.
I beneficiari: scuole paritarie, statali e nidi comunali
L'analisi del testo normativo chiarisce senza ambiguità chi sono i destinatari finali di questi contributi. Il finanziamento è mirato esclusivamente a sostenere le strutture che offrono un servizio educativo qualificato per la fascia d'età 24-36 mesi.
Nel dettaglio, i fondi potranno essere richiesti e utilizzati dalle scuole dell’infanzia statali o dalle scuole paritarie a gestione pubblica. Tuttavia, la platea si allarga anche al settore privato e agli enti locali: sono infatti inclusi i nidi gestiti dai Comuni, così come le strutture amministrate da soggetti convenzionati o autorizzati dagli enti locali stessi. Anche le scuole paritarie a gestione privata, purché munite di regolare autorizzazione al funzionamento, rientrano a pieno titolo tra i beneficiari.
Un punto cruciale per l'accesso ai fondi riguarda la conformità normativa: tutte le strutture richiedenti devono rispettare i requisiti pedagogici e strutturali stabiliti dall'Accordo quadro (repertorio atti 83/CU del 1° agosto 2013). Questo documento, rinnovato annualmente, funge da garanzia sulla qualità del servizio offerto alle famiglie, assicurando che le risorse pubbliche vadano a sostenere solo realtà educative d'eccellenza.
Modalità di erogazione e gestione contabile
L'aspetto tecnico della manovra finanziaria è regolato da precise disposizioni legislative volte a garantire la trasparenza e la tracciabilità dei flussi di denaro pubblico. Le operazioni di pagamento seguiranno le procedure standardizzate previste dall'art. 34-quater della legge 196/2009.
Questa norma, ben nota agli addetti ai lavori nella contabilità pubblica, stabilisce i meccanismi attraverso cui le risorse vengono materialmente trasferite dal bilancio centrale alle periferie. Per i dirigenti scolastici e gli amministratori locali, questo significa dover prestare la massima attenzione alle scadenze e alla rendicontazione, poiché l'effettiva disponibilità di cassa dipenderà dalla corretta applicazione di queste procedure contabili. La conferma di questi stanziamenti per l'anno educativo 2025/26 offre una boccata d'ossigeno per la programmazione didattica, permettendo agli enti gestori di pianificare assunzioni e attività con maggiore serenità.
Decreto
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