Sicurezza a scuola, Floridia (M5S): 'No ai metal detector, sì all'educazione'

Floridia (M5S) critica la proposta Valditara: prevenire la violenza con risorse per l'educazione digitale, non con controlli agli ingressi.

22 gennaio 2026 18:45
Sicurezza a scuola, Floridia (M5S): 'No ai metal detector, sì all'educazione' - Barbara Floridia, Senatrice M5S
Barbara Floridia, Senatrice M5S
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La senatrice Floridia contesta in Aula l’uso dei metal detector per la sicurezza a scuola. Necessari investimenti strutturali in educazione digitale per arginare il disagio e prevenire la violenza.

Metal detector e sicurezza scuola: i limiti di un approccio securitario

Il dibattito sulla sicurezza scolastica si è riacceso con vigore a Palazzo Madama, dove la senatrice del Movimento 5 Stelle, Barbara Floridia, ha espresso una netta contrarietà verso le recenti proposte ministeriali che ipotizzano l'introduzione di dispositivi di controllo agli ingressi degli istituti. Prendendo la parola in Aula, la parlamentare ha smontato la narrazione che vede nei metal detector la panacea per gli episodi di cronaca nera che hanno recentemente scosso l'opinione pubblica, citando i casi avvenuti a La Spezia, Sora e Bastia Umbra.

Secondo la visione esposta dall'esponente pentastellata, militarizzare i luoghi del sapere rappresenta una risposta illusoria e superficiale a un fenomeno, quello della violenza giovanile, che è ormai sistemico e trasversale. Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene che il pericolo raramente si annida in un'arma introdotta di nascosto, ma prolifera nel disagio psicologico e nelle dinamiche relazionali tossiche che nascono spesso ben lontano dai cancelli scolastici. Floridia ha sottolineato come la violenza non conosca confini fisici, rendendo di fatto inutile un presidio tecnologico statico se non accompagnato da una profonda opera di prevenzione culturale.

L'urgenza dell'educazione digitale contro il disagio

Il cuore dell'intervento di Barbara Floridia si è concentrato sulla necessità di ridefinire il concetto stesso di alfabetizzazione nell'era moderna. La vera emergenza non è la carenza di controlli, ma l'assenza di una strutturata educazione digitale. La senatrice ha evidenziato una distinzione cruciale: istruire i giovani all'uso tecnico dei device non equivale a renderli cittadini digitali consapevoli. Il nuovo digital divide non è più tra chi possiede un computer e chi no, ma tra chi subisce passivamente gli algoritmi e chi possiede gli anticorpi critici per gestirli.

Le piattaforme social e l'iperconnessione, se non governate, innescano meccanismi di assuefazione e dipendenza che amplificano le fragilità emotive degli adolescenti, fungendo da cassa di risonanza per comportamenti aggressivi o autodistruttivi. La scuola, in questo scenario, non può limitarsi alla didattica tradizionale ma deve integrare percorsi che insegnino a riconoscere i rischi della rete. Senza investire sulla consapevolezza e sulla psicologia dei ragazzi, qualsiasi misura repressiva rischia di curare il sintomo ignorando la malattia, lasciando i docenti soli a fronteggiare ondate di malessere che sfuggono alle logiche disciplinari classiche.

Appello a Valditara: servono risorse, non slogan

La conclusione del discorso si è trasformata in un appello pragmatico rivolto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Abbandonando la retorica dello scontro ideologico, Floridia ha chiesto un cambio di passo sostanziale nella gestione delle risorse pubbliche. La richiesta è chiara: ripristinare e incrementare i fondi destinati al supporto psicologico e alla formazione digitale, facendo riferimento ai 12 milioni di euro stanziati nella precedente legislatura e oggi, secondo la senatrice, non più disponibili.

Per il M5S, la soluzione al disagio giovanile passa inevitabilmente per un aumento del "tempo scuola" di qualità e per l'inserimento di figure professionali esperte in grado di affiancare il corpo docente. La strumentalizzazione politica basata sull'origine geografica o sociale dei ragazzi coinvolti negli episodi di violenza viene respinta con fermezza: serve un patto educativo trasversale che metta al centro l'integrazione e la crescita emotiva degli studenti, l'unica vera barriera in grado di fermare la violenza prima che questa si manifesti.

Domande Frequenti (FAQ)

Qual è la posizione del M5S sui metal detector a scuola? Il Movimento 5 Stelle, attraverso la senatrice Barbara Floridia, ritiene che i metal detector siano misure inutili e di facciata se non accompagnate da un serio lavoro di educazione e prevenzione del disagio.

Cosa si intende per educazione digitale nel contesto scolastico? Non si tratta solo di insegnare l'informatica, ma di educare i ragazzi alla consapevolezza dei rischi psicologici, della dipendenza e dei meccanismi di assuefazione legati all'uso dei social network e delle tecnologie.

Quali risorse ha chiesto Floridia al ministro Valditara? La senatrice ha richiesto il ripristino di fondi specifici (citando uno stanziamento passato di 12 milioni di euro) per finanziare esperti di educazione digitale e supporto psicologico, invece di spendere risorse in dispositivi di sicurezza fisica.

Perché la sicurezza nelle scuole è diventata un tema attuale? Il dibattito si è acceso in seguito a recenti episodi di violenza tra giovani avvenuti in diverse città italiane (La Spezia, Sora, Bastia Umbra), spingendo il governo a proporre misure di controllo più severe.

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