Manovra e tagli scuola: la protesta di Barbara Floridia (M5S)
La senatrice M5S critica i tagli scuola per 900 milioni e i fondi alle paritarie, denunciando l'assenza di risorse per l'istruzione.
La senatrice Barbara Floridia critica i tagli scuola da 900 milioni previsti in manovra. La denuncia evidenzia una mancanza di fondi per l'istruzione pubblica a fronte di nuovi investimenti destinati invece alle scuole paritarie italiane.
Rischi per l'istruzione pubblica e i lep
La senatrice Floridia esprime forte preoccupazione per la gestione dei Livelli essenziali di prestazione inseriti in bilancio senza coperture finanziarie adeguate. Secondo la presidente della Vigilanza Rai, la manovra attuale calpesta il diritto allo studio riducendo drasticamente le risorse destinate agli istituti statali nei prossimi anni. L'assenza di investimenti concreti per la sanità e la scuola rappresenta un vulnus democratico che limita il dibattito parlamentare su temi di rilevanza costituzionale.
Fondi alle paritarie e il caso dei tagli scuola
Mentre l'istruzione pubblica subisce pesanti riduzioni, il governo stanzia voucher fino a 1500 euro per le scuole private, scatenando la dura reazione delle opposizioni. Il Movimento Cinque Stelle lamenta la bocciatura sistematica di emendamenti volti a potenziare l'educazione digitale e la riqualificazione dell'edilizia scolastica, specialmente nel Mezzogiorno. La scelta di non dirottare i fondi inizialmente previsti per il Ponte sullo Stretto verso le infrastrutture educative viene definita come una chiara mancanza di visione per le nuove generazioni.
I punti principali della contestazione includono:
Riduzione complessiva di 900 milioni di euro per il comparto istruzione.
Introduzione di contributi economici diretti alle scuole paritarie.
Mancata allocazione di risorse per la sicurezza degli edifici scolastici.
Tagli al servizio pubblico radiotelevisivo e timori per l'indipendenza dell'informazione.
La critica si estende anche alla gestione della comunicazione istituzionale e del ruolo del Senato, descritto come un teatro in cui va in scena una gestione finanziaria problematica. La senatrice conclude sottolineando come le difficoltà economiche dei cittadini siano aggravate da una manovra che ignora le priorità sociali del Paese, privilegiando la propaganda politica rispetto ai servizi essenziali.