Simboli religiosi docenti: una petizione in Svizzera li vuole abolire

Una petizione nel Canton Ticino chiede di vietare i simboli religiosi docenti per garantire la laicità e la neutralità della scuola pubblica.

02 novembre 2025 20:00
Simboli religiosi docenti: una petizione in Svizzera li vuole abolire - Catenina con la croce
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Una petizione in Ticino chiede di vietare i simboli religiosi docenti. L'iniziativa, sostenuta da esponenti politici federali, mira a modificare la Legge sulla scuola. L'obiettivo è preservare la laicità e la neutralità dell'insegnamento pubblico. La richiesta, promossa da Giorgio Ghiringhelli, vuole impedire l'ostentazione di simboli vistosi, preservando l'ambiente scolastico da influenze esterne.

La proposta di modifica alla Legge sulla scuola

Il dibattito sulla neutralità confessionale nelle aule scolastiche del Canton Ticino si intensifica notevolmente. Al centro della discussione vi è una petizione, recentemente presentata al Gran Consiglio, che invoca un intervento legislativo mirato e specifico. L'iniziativa, promossa dall'attivista Giorgio Ghiringhelli, noto localmente come "il Guastafeste", punta a introdurre un divieto esplicito nell'attuale Legge sulla scuola ticinese. La norma proposta impedirebbe ai docenti di ogni ordine e grado di indossare o esibire simboli religiosi e politici considerati "vistosi" durante l'orario di servizio e all'interno degli istituti scolastici. Questa richiesta non nasce isolata. Ha infatti raccolto un sostegno politico trasversale, seppur localizzato in specifiche aree dello spettro politico conservatore.

I firmatari e le eccezioni previste dalla petizione

Tra i firmatari della petizione figurano nomi di rilievo della politica ticinese attivi a Berna, presso le Camere federali. Spiccano i consiglieri agli Stati Marco Chiesa (UDC) e Fabio Regazzi (Il Centro), che rappresentano due importanti formazioni politiche nazionali. A loro si aggiungono i consiglieri nazionali Piero Marchesi e Paolo Pamini, entrambi appartenenti all'area democentrista. Il sostegno include anche figure come Edo Pellegrini, attuale presidente dell'UDF Ticino, e l'imprenditore Alberto Siccardi. È importante sottolineare che la proposta di divieto non è intesa come assoluta. Il testo depositato della petizione chiarisce la necessità di contemplare delle eccezioni specifiche. Resterebbero infatti permessi gioielli di formato discreto, come ad esempio catenine, spille, anelli, collane o orecchini, anche qualora questi avessero dei chiari riferimenti di natura religiosa.

Simboli religiosi docenti: laicità e parità di genere

L'obiettivo dichiarato dai promotori è garantire la neutralità dell'ambiente scolastico. Il divieto, secondo la petizione, dovrebbe estendersi non solo ai simboli religiosi docenti, ma anche a quelli di chiaro carattere politico. Si vuole così preservare il principio fondamentale di laicità e neutralità confessionale che regge l'insegnamento pubblico cantonale. Nelle motivazioni addotte, Ghiringhelli pone un accento particolare sul velo islamico. Questo viene definito "simbolo politico-religioso della sottomissione della donna all'uomo". Si sottolinea come tale simbolo sia in contrasto con il principio, iscritto nel sistema educativo, secondo cui la scuola "promuove il principio di parità tra uomo e donna". La petizione cita inoltre una "crescente diffusione del velo islamico", visto come strumento di proselitismo religioso e di islamizzazione degli ambienti, specialmente tra i giovani.

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