Smartphone e adolescenti: Daniele Novara chiede sanzioni per le piattaforme social

Il pedagogista Daniele Novara analizza l'impatto dello smartphone sui ragazzi e la necessità di regolamentare le aziende digitali.

11 aprile 2026 20:00
Smartphone e adolescenti: Daniele Novara chiede sanzioni per le piattaforme social - Daniele Novara
Daniele Novara
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La gestione dello smartphone tra i giovanissimi è diventata una sfida complessa per le famiglie moderne. Secondo l'esperto Daniele Novara, la dipendenza digitale generata da questi strumenti richiede un intervento normativo diretto contro le grandi aziende tecnologiche piuttosto che sanzioni rivolte ai genitori.

Effetti dello smartphone sul cervello dei giovani

Il legame che si instaura tra i minori e i dispositivi elettronici può assumere i contorni di una vera e propria schiavitù comportamentale. La ricerca compulsiva del dispositivo al risveglio è un segnale critico: la tecnologia agisce sulle zone dopaminergiche del cervello, stimolando i centri del piacere in modo simile a quanto avviene nelle dipendenze da sostanze.

Questo meccanismo di "addiction" non è casuale, ma è il risultato di sistemi studiati per catturare l'attenzione dei ragazzi in modo persistente, rendendo estremamente complesso il distacco autonomo dallo schermo.

Responsabilità delle piattaforme social e tutela dei genitori

Le dinamiche di mercato attuali vedono le famiglie in una posizione di estrema fragilità. Le piattaforme social e le aziende tecnologiche impiegano specialisti per progettare interfacce capaci di agganciare il funzionamento neurologico dei minori. In questo contesto, le richieste dei genitori risultano spesso inefficaci di fronte a un sistema progettato per essere totalizzante.

Novara esprime un netto dissenso verso le proposte di legge che prevedono sanzioni pecuniarie per i genitori. L'esperto sostiene che le multe dovrebbero essere indirizzate esclusivamente verso le aziende produttrici, le quali traggono profitto dal marketing a scapito della salute mentale degli adolescenti. È necessario, dunque, spostare il focus della responsabilità dagli educatori ai fornitori di servizi digitali.

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