Smartphone e bambini, gli esperti riuniti al Campidoglio lanciano un nuovo allarme

Tra smartphone e bambini cresce l'allarme degli esperti: memoria e attenzione a rischio, mentre musica e scrittura a mano diventano rimedi

10 giugno 2026 18:00
Smartphone e bambini, gli esperti riuniti al Campidoglio lanciano un nuovo allarme - Uso eccessivo di smartphone
Uso eccessivo di smartphone
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Il rapporto tra smartphone e bambini preoccupa sempre più medici ed educatori. Crescere con il dito che scorre sullo schermo cambia il modo in cui il cervello si forma e lavora. A rischio finiscono memoria, attenzione e pensiero critico. Secondo molti studiosi la risposta arriva da due gesti antichi e concreti: imparare a suonare uno strumento e non smettere di scrivere a mano in corsivo.

Il convegno in Campidoglio

Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio si è tenuto l'incontro «Suonare la mente. Musica e scrittura come abilità nel futuro digitale». A promuoverlo sono stati l'Associazione Amici del Campus delle Arti, dietro un progetto estivo di formazione musicale a Bassano del Grappa, e l'Osservatorio Carta, Penna & Digitale della Fondazione Einaudi. Gli esperti hanno avvertito che i piccoli cresciuti tra dispositivi e social mostreranno entro il 2050 una neuroplasticità profondamente trasformata, con effetti diretti sulle funzioni mentali.

Perché smartphone e bambini sono a rischio

L'uso prolungato dei dispositivi digitali modifica la struttura stessa del cervello in crescita. Il legame tra smartphone e bambini non è quindi un dettaglio da sottovalutare: a pagare il conto più salato sono memoria, capacità di attenzione e pensiero critico. Gli specialisti parlano di una mente che si riorganizza presto, plasmata dallo scorrimento continuo. Non si tratta di un allarme passeggero, ma di una trasformazione destinata a lasciare il segno sulle generazioni più giovani e sul loro apprendimento quotidiano.

Musica e scrittura a mano come terapie

Ad aprire gli interventi è stato Andrea Cangini, direttore dell'Osservatorio. «Sono molte le analogie tra la pratica di uno strumento musicale e la scrittura a mano in corsivo», ha spiegato. «Entrambe le attività sollecitano il pieno sviluppo del cervello umano e della mobilità fine. Scrivendo su carta e suonando i giovani potenziano e strutturano la propria intelligenza, il proprio carattere e la propria creatività, contenendo di conseguenza i danni da abuso di smartphone. Per queste ragioni è quantomai opportuno che il sistema scolastico rivaluti e rilanci l'uso della carta e della penna e valorizzi l'educazione musicale». La scrittura a mano e la musica diventano così strumenti di difesa.

Il metodo delle 3C: cuore, cervello e corpo

A illustrare le nuove tecniche di apprendimento è stata Angela Chiofalo, direttrice artistica dell'Associazione e insegnante di pianoforte al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Il suo approccio si fonda sulle scoperte delle neuroscienze ed è battezzato metodo delle 3C: cuore, cervello e corpo. «Le tre componenti che entrano in gioco durante l'esecuzione musicale», ha spiegato. «È un'indagine che sfiora la neuroestetica, dove l'identificazione dei circuiti cerebrali diviene la base per una conoscenza più profonda del movimento e del pensiero musicale, che esalta l'interpretazione e trasforma il rigore tecnico in forza espressiva».

Un posto per la musica nella scuola

Al tavolo si sono alternati nomi di rilievo: la presidente della commissione Scuola in Assemblea Capitolina Carla Consuelo Fermariello, la presidente del Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica Annalisa Spadolini, il critico Guido Barbieri e lo psichiatra Nelson Mauro Maldonato. I giovani talenti del Campus hanno suonato dal vivo brani di Debussy, Gulda e Bizet. Un modo per mostrare sul campo la tesi della serata: fare musica è un esercizio mentale completo, che nelle aule italiane meriterebbe un ruolo molto più centrale.

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