Social e minori, Valditara: «Vietarli sotto i 15 anni»
Il ministro apre al divieto dei social ai minori e chiede al Senato di accelerare sulla nuova legge contro le dipendenze digitali
Il tema dei social minori torna al centro del confronto politico italiano. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha espresso parere favorevole a un divieto per chi ha meno di 15 anni, prendendo spunto dal modello britannico già allo studio per gli under 16. La posizione è arrivata a margine di un convegno dedicato alle dipendenze digitali e al ruolo dell'informazione nella prevenzione. Una presa di posizione netta, che rilancia la richiesta di accelerare l'iter parlamentare del disegno di legge fermo al Senato.
La proposta del ministro sui social minori
Durante l'incontro "Dipendenze e prevenzione: il ruolo della comunicazione", organizzato dall'Associazione Giornaliste Italiane, Valditara ha risposto a una domanda diretta sull'ipotesi di introdurre anche in Italia uno stop simile a quello britannico. Il Regno Unito sta infatti valutando restrizioni per i ragazzi sotto i 16 anni. Il ministro non ha avuto dubbi: «Io sono d'accordo sul vietarli anche in Italia ai minori di 15 anni». Una dichiarazione che apre la strada a un possibile allineamento normativo con le scelte già avviate da altri Paesi europei, in un momento in cui il dibattito sulla sicurezza dei minori online si fa sempre più acceso. La soglia dei 15 anni diventa così un riferimento concreto attorno al quale costruire una regolamentazione condivisa, capace di tutelare i più giovani senza ostacolare l'uso consapevole della rete da parte degli adulti.
La legge ferma al Senato
Oltre a sostenere il blocco anagrafico, il ministro ha rivolto un appello diretto al Parlamento. Da tempo Valditara insiste sulla necessità di approvare rapidamente il disegno di legge sulla dipendenza dai social, attualmente bloccato in Senato. Le sue parole sono state chiare: «Sulla dipendenza dai social da tempo sottolineo che deve essere approvato al più presto il disegno di legge che attualmente è al Senato». Una sollecitazione che punta a superare i ritardi della politica e a dare finalmente una cornice normativa a un fenomeno che riguarda milioni di famiglie italiane. Il provvedimento, se approvato, introdurrebbe regole più stringenti sull'accesso dei minori alle piattaforme digitali, colmando un vuoto legislativo segnalato da anni da pediatri, psicologi ed esperti di educazione digitale.
I danni della rete sui più giovani
A motivare l'urgenza, secondo il ministro, sono i numerosi studi scientifici che documentano gli effetti negativi dell'esposizione precoce e prolungata al mondo digitale. Valditara ha sottolineato come il problema sia ormai evidente a tutti: «Mi auguro che questo possa avvenire quanto prima, perché ormai è sotto gli occhi di tutti, ma ci sono fior di studi scientifici che dimostrano come social, dark web e altro hanno un impatto negativo sui nostri giovani». Le ricerche richiamate dal ministro riguardano diversi aspetti della vita dei più giovani: dal sonno disturbato alla difficoltà di concentrazione; dall'ansia sociale all'isolamento; dall'esposizione a contenuti inadatti fino al rischio di incontrare ambienti pericolosi come il dark web. Per questo motivo cresce il fronte di chi chiede un intervento normativo rapido, capace di proteggere i minori senza demonizzare la tecnologia.