Sottoscritto il CCNL 2025-27 per la parte economica, D’Aprile: "Detassare gli aumenti contrattuali e ridurre la tassazione a livello locale”
Troppo lunga l'attesa per la firma definitiva. La parte normativa dovrà dare le risposte che il CCNL 2019-2021 non ha saputo offrire al personale.
Con la sottoscrizione definitiva del CCNL 2025-2027, avvenuta oggi in ARAN, il rinnovo contrattuale, per la sola parte economica, entra ufficialmente in vigore. “L'iter per la sottoscrizione definitiva si è però protratto ben oltre i tempi auspicabili – commenta il Segretario generale Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile -. I tre mesi necessari per il completamento dei controlli previsti rappresentano un'attesa eccessiva per il personale, che ha dovuto attendere troppo a lungo per vedere concluso un percorso già definito sul piano negoziale”.
“La firma del contratto prima della sua naturale scadenza – sottolinea D’Aprile – segna un'inversione di tendenza rispetto ai ritardi che hanno caratterizzato i rinnovi degli ultimi anni. Ora, però, serve un ulteriore passo in avanti: garantire il giusto riconoscimento economico a chi ogni giorno assicura il funzionamento della scuola. È necessario intervenire sulla detassazione, sia a livello nazionale che regionale e comunale. Per i redditi compresi tra i 20 e i 40 mila euro, infatti, il peso del fisco, in tanti casi, assorbe completamente gli incrementi contrattuali, riducendone gli effetti economici in busta paga”.
“Accanto agli interventi economici – osserva il Segretario - è fondamentale sviluppare strumenti di welfare contrattuale che aiutino concretamente il personale. Sul fronte normativo ci aspettiamo risposte concrete: il nuovo contratto dovrà affrontare quei nodi irrisolti che hanno portato la UIL Scuola a non sottoscrivere il CCNL 2019-2021”.
“Continueremo a sostenere le nostre proposte: lavoro agile strutturale nelle attività compatibili e una revisione degli ordinamenti professionali per il personale ATA, superamento dei vincoli alla mobilità, piena trasparenza nelle relazioni sindacali, rafforzamento della contrattazione d'istituto, il reintegro del personale delle scuole italiane all’estero nel CCNL Istruzione e Ricerca e la revisione delle norme che limitano la mobilità intercompartimentale del personale della scuola”, conclude.
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