Stipendi neolaureati in Italia: quanto pesa davvero la laurea oggi?

Gli stipendi dei neolaureati crescono nel 2024, ma restano spesso insufficienti per affrontare affitti, rincari e autonomia abitativa nelle grandi città italiane.

24 maggio 2026 16:30
Stipendi neolaureati in Italia: quanto pesa davvero la laurea oggi? - Studenti universitari
Studenti universitari
Condividi

Gli stipendi neolaureati tornano a salire, ma il quadro resta complesso. Secondo i dati Almalaurea riportati nel testo fornito, nel 2024 un laureato triennale a cinque anni dal titolo guadagna in media 1.770 euro netti al mese, mentre un magistrale arriva a 1.847 euro. Numeri che sembrano incoraggianti, ma che vanno letti insieme a inflazione, costo della vita e affitti, sempre più difficili da sostenere per chi entra nel mercato del lavoro.

Stipendi neolaureati: la crescita recupera solo terreno perso

Nel 2024 le retribuzioni dei giovani laureati mostrano un miglioramento: a un anno dal titolo i triennali arrivano a 1.492 euro netti, mentre i magistrali si fermano a 1.488 euro. A cinque anni, le cifre salgono rispettivamente a 1.770 e 1.847 euro. Tuttavia, questa crescita non indica un vero salto in avanti: dopo due anni di inflazione, molti stipendi sono tornati appena sui livelli del 2021. Il risultato è che il potere d’acquisto resta fragile e la laurea, pur utile, non garantisce automaticamente sicurezza economica, indipendenza e stabilità.

Il corso di studi pesa più del titolo

Il valore economico della laurea cambia molto in base alla disciplina scelta. I laureati magistrali in ingegneria, informatica e percorsi medico-sanitari partono con stipendi più alti, spesso oltre i 1.600 euro netti al mese. Al contrario, aree come psicologia, giurisprudenza, scienze motorie, lettere, arte e design possono fermarsi intorno ai 1.200 euro. La differenza tra i percorsi più remunerativi e quelli meno pagati sfiora i 600 euro mensili già all’inizio della carriera. Questo mostra che non conta solo avere una laurea: conta anche il settore in cui competenze e titolo vengono utilizzati.

Divario di genere e laurea magistrale

Un altro elemento critico riguarda il gender pay gap. A un anno dalla laurea magistrale, gli uomini guadagnano in media più delle donne; a cinque anni il divario aumenta ulteriormente. Anche considerando solo chi lavora a tempo pieno, la distanza non scompare. La laurea magistrale offre comunque un vantaggio: vale circa 76 euro netti in più al mese rispetto alla triennale, a parità di condizioni. È un beneficio reale, soprattutto nel lungo periodo, ma non basta da solo a colmare differenze legate a genere, contratti, settore e opportunità professionali.

Affitti e costo della vita riducono l’autonomia

Il nodo principale non è solo quanto si guadagna, ma quanto resta dopo le spese. In vent’anni il costo della vita è cresciuto in modo consistente, mentre gli affitti nelle grandi città hanno corso ancora di più. Con uno stipendio di circa 1.500 euro netti, un affitto sostenibile dovrebbe restare tra 450 e 525 euro. Ma in città come Milano, Roma, Bologna, Firenze e Venezia trovare un piccolo appartamento entro questa soglia è sempre più difficile. Così molti giovani laureati devono scegliere tra convivenza, pendolarismo o affitti che assorbono gran parte della busta paga.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail