Stipendi scuola sempre più giù: per Pacifico (Anief) l'inflazione sta erodendo il potere d'acquisto del personale

L'Istat conferma il caro vita in crescita: per Anief gli stipendi scuola perdono terreno su UE e Ocse, servono nuove risorse.

29 giugno 2026 11:00
Stipendi scuola sempre più giù: per  Pacifico (Anief) l'inflazione sta erodendo il potere d'acquisto del personale -
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L'Istat ha certificato un nuovo aumento del caro vita e gli stipendi scuola continuano a perdere valore. A giugno l'inflazione è salita dell'1,4% sull'anno precedente e del 2,2% rispetto al 2024. Nel comparto Istruzione la perdita di potere d'acquisto supera ormai il 10%, mentre il sindacato Anief chiede risorse aggiuntive per il rinnovo del contratto.

Inflazione in crescita e salari fermi

Il dato diffuso dall'Istat mostra prezzi di nuovo in corsa. Per i lavoratori pubblici, e in particolare per la scuola, significa buste paga che valgono sempre meno. Alcuni settori reggono meglio: «l'industria ha contenuto maggiormente le perdite grazie a rinnovi più rapidi e a meccanismi di adeguamento legati all'inflazione». I rinnovi del pubblico impiego per il triennio 2022-2024 hanno invece recuperato solo «circa la metà» dell'aumento dei prezzi dello stesso periodo. Il risultato è un divario che pesa ogni mese sul personale scolastico, con un caro vita che torna a correre più dei salari.

Stipendi scuola più bassi di ministeri, UE e Ocse

Il personale della scuola è composto da 1,3 milioni di lavoratori tra docenti e Ata. Pur avendo titoli, responsabilità e carichi di lavoro elevati, a fine mese guadagna un terzo in meno rispetto a chi lavora nei ministeri o all'Inps. Gli stipendi restano sotto la media anche rispetto all'Unione europea e all'area Ocse. Nel 2000 erano pari o superiori a quelli degli altri comparti pubblici; oggi sono inferiori di circa il 10%, con un ritardo mensile che sfiora i 1.000 euro lordi a danno dei lavoratori più titolati.

Rinnovi contrattuali che non bastano

Anche con i doppi rinnovi di Istruzione e Ricerca i conti non tornano. Tra il 2022 e il 2027 gli stipendi dei docenti crescono del 10-12%, mentre l'inflazione cumulata si colloca tra il 16 e il 18%. Gli aumenti coprono così solo il 60-70% del caro vita, con una perdita residua tra il 5 e l'8%. Gli incrementi previsti per il triennio 2025-2027, stimati intorno al 5,4%, rischiano di essere subito assorbiti dal costo della vita. Per questo il sindacato chiede di cambiare l'approccio al finanziamento del comparto Istruzione.

Le richieste di Anief per il comparto Istruzione

Per il presidente nazionale Marcello Pacifico serve un intervento straordinario. Il sindacato chiede al Governo di stanziare nella prossima legge di bilancio risorse dedicate al rinnovo 2028/30 e un fondo specifico per Istruzione e Ricerca. Le proposte principali sono:

«Se l'inflazione accelera e i dipendenti della scuola si impoveriscono, non si può stare a guardare, ma occorrono provvedimenti straordinari a loro sostegno», conclude Pacifico.

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