Stipendi scuola sotto pressione: inflazione e contratti riaprono il nodo salari, Anief chiede più risorse

Gli aumenti dei prezzi riducono il potere d’acquisto del personale scolastico, mentre Anief chiede più risorse per gli stipendi scuola.

04 giugno 2026 08:30
Stipendi scuola sotto pressione: inflazione e contratti riaprono il nodo salari, Anief chiede più risorse - Arretrati Stipendio
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Gli stipendi scuola tornano al centro del confronto sul pubblico impiego dopo il nuovo aumento dell’inflazione, indicata al 3,2% tra aprile e maggio 2026. Secondo Anief, senza risorse aggiuntive per i rinnovi contrattuali 2028/2030 e un fondo dedicato al comparto Istruzione e Ricerca, il personale scolastico rischia un ulteriore impoverimento. Il nodo riguarda docenti e Ata, già penalizzati da retribuzioni inferiori rispetto ad altri settori della Pubblica amministrazione.

Stipendi scuola e perdita di potere d’acquisto

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, denuncia una situazione sempre più difficile per circa 1,3 milioni di lavoratori della scuola. Il personale, pur avendo titoli, responsabilità e carichi di lavoro elevati, percepisce in media retribuzioni più basse rispetto a chi opera nei ministeri o in enti come l’Inps. Il divario viene indicato come pari a circa un terzo dello stipendio. L’aumento del costo della vita rende questo squilibrio ancora più pesante, perché riduce la capacità di affrontare spese quotidiane, mutui, affitti e servizi essenziali. Per Anief servono interventi strutturali, non solo aumenti temporanei.

Inflazione e rinnovi contrattuali insufficienti

Negli ultimi anni il recupero salariale non ha seguito il ritmo dei prezzi. Il sindacato richiama i dati Aran e Istat, secondo cui tra il 2019 e il 2025 i prezzi al consumo sono cresciuti molto più delle retribuzioni, con un ritardo particolarmente marcato nel pubblico impiego. Anche i rinnovi del comparto Istruzione e Ricerca, pur garantendo incrementi, non sarebbero sufficienti a compensare del tutto l’inflazione accumulata. Gli aumenti stimati per il triennio 2025/2027 rischiano infatti di essere assorbiti dal caro vita, lasciando una perdita residua di potere d’acquisto per docenti e personale Ata.

Le richieste di Anief per Istruzione e Ricerca

Anief chiede un cambio di passo nel finanziamento del comparto Istruzione e Ricerca. Tra le proposte figurano:

  • nuove risorse per i contratti 2028/2030;

  • un fondo specifico per scuola, università e ricerca;

  • un riallineamento progressivo degli stipendi con le Funzioni centrali.

Secondo Pacifico, servirebbero circa 13 miliardi nelle prossime leggi di bilancio per ridurre il gap accumulato negli ultimi ventisei anni. L’obiettivo indicato è arrivare a ulteriori aumenti fino a 800 euro mensili, anche intervenendo su voci ferme da anni. Per il sindacato, senza misure mirate, la scuola continuerà a perdere attrattività e il lavoro educativo resterà sottovalutato.

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