Stop al dimensionamento scolastico: emendamento FLC CGIL per salvare le autonomie

Un nuovo emendamento al Milleproroghe mira a bloccare i commissariamenti regionali e i tagli strutturali previsti dalla riforma della rete scolastica.

09 febbraio 2026 13:00
Stop al dimensionamento scolastico: emendamento FLC CGIL per salvare le autonomie - Camera dei Deputati
Camera dei Deputati
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Il futuro dell'istruzione italiana è al centro di un acceso dibattito parlamentare. Un emendamento strategico punta a neutralizzare gli effetti del dimensionamento scolastico, scongiurando il commissariamento di quattro Regioni e la perdita di centinaia di autonomie locali fondamentali.

La battaglia parlamentare contro il dimensionamento scolastico

L'attuale assetto della rete d'istruzione nazionale rischia una contrazione senza precedenti. Al centro della contesa si trova un emendamento al decreto Milleproroghe, presentato dalla deputata Irene Manzi (Pd) e supportato dalla FLC Cgil. L'obiettivo primario è arrestare l'iter di commissariamento che pende su Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, territori che non hanno ancora recepito i nuovi parametri ministeriali. La normativa introdotta con la Legge di Bilancio 2023 ha innalzato la soglia minima per l'autonomia degli istituti dai precedenti 600 a una forbice compresa tra 900 e 1.000 alunni, innescando una reazione a catena che ha già portato alla soppressione di 700 istituzioni scolastiche.

Impatto occupazionale e desertificazione dei territori

Le proiezioni sindacali delineano uno scenario allarmante per il prossimo decennio. Senza un intervento correttivo, entro l'anno scolastico 2031-2032 il numero di istituti potrebbe scendere drasticamente da 8.136 a soli 6.885. Questa contrazione non è solo un dato numerico, ma si traduce in un indebolimento strutturale: la scomparsa di circa 1.400 posti tra Dirigenti Scolastici e DSGA, oltre a pesanti ripercussioni sugli organici del personale ATA e dei docenti. La segretaria generale della FLC Cgil, Gianna Fracassi, ha evidenziato come la creazione di "mega-istituti" stia portando alla desertificazione delle aree interne, dove le scuole rappresentano spesso l'ultimo baluardo dello Stato sul territorio.

Il nodo del PNRR e la deroga per la continuità didattica

Il Governo giustifica queste misure citando i vincoli del PNRR, ma le opposizioni e le parti sociali contestano tale interpretazione, sottolineando come il Piano non imponga tagli lineari, bensì soluzioni per migliorare l'efficienza. L'emendamento proposto chiede di estendere anche all'anno scolastico 2026/2027 la deroga del 2,9% per le Regioni che non hanno ancora adeguato i propri contingenti. Questa misura servirebbe a garantire la stabilità dell'offerta formativa e a prevenire contenziosi legali. Per sostenere questa linea, è stata lanciata una petizione online rivolta a cittadini e personale scolastico, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sul rischio di un allontanamento eccessivo dei centri decisionali dai plessi periferici.

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