Stop autovelox non censiti: scattano le multe nulle
Da oggi stop agli autovelox non censiti: scopri perché molti dispositivi si spengono, come verificare la lista online ed evitare sanzioni illegittime.
A partire da oggi lo scenario sulle strade italiane cambia radicalmente. È scaduto infatti il termine per il censimento degli autovelox e gli apparecchi non comunicati al Ministero dovranno essere disattivati. Questo comporta che le sanzioni elevate da dispositivi fantasma saranno considerate multe nulle a tutti gli effetti. Tuttavia, per gli automobilisti resta ancora irrisolto il nodo omologazione, che continua a alimentare i ricorsi.
Spegnimento dei dispositivi autovelox non registrati
Da oggi, gli automobilisti potrebbero notare l'assenza di molti controlli elettronici. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha confermato che ieri, 28 novembre, è terminata la fase di censimento obbligatorio.
Tutti i Comuni, gli enti locali e le forze dell'ordine che non hanno caricato i dati sulla specifica piattaforma telematica sono ora costretti a spegnere gli apparecchi. L'utilizzo di dispositivi non registrati a partire da oggi, sabato 29 novembre, rende illegittima qualsiasi sanzione.
Come verificare l'elenco ufficiale online
Per garantire la trasparenza, il Codacons ricorda che i cittadini hanno uno strumento potente a disposizione. È possibile consultare l'elenco ufficiale dei dispositivi autorizzati direttamente online.
Ecco come fare per controllare la validità di un dispositivo:
Verifica la presenza del sistema di rilevamento nell'area di interesse;
Controlla i dettagli sulla localizzazione e conformità.
Questo "tesoretto" degli autovelox ha generato incassi enormi. Secondo il Codacons, solo nelle principali 20 città italiane, le multe hanno portato nelle casse circa 203 milioni di euro nel triennio 2022-2024.
Cosa prevede il decreto ministeriale
Il decreto del 29 settembre scorso ha reso operativa la piattaforma, imponendo regole ferree. Le amministrazioni avevano 60 giorni di tempo per mettersi in regola e fornire i dettagli tecnici.
Le informazioni richieste includevano:
Localizzazione esatta del dispositivo;
Modello dell'apparecchio;
Stato dell'omologazione o approvazione.
Come specifica il decreto stesso, la comunicazione di questi dati è "condizione necessaria per il legittimo utilizzo dei dispositivi". Chi non ha adempiuto, non può più multare.
Resta il caos autovelox sulla loro omologazione
Nonostante il censimento porti un po' di ordine, rimane un problema di fondo legale molto grave. Il Codacons segnala che il caos autovelox prosegue da circa 20 mesi, in seguito a una sentenza della Cassazione.
Ad aprile 2024, i giudici hanno stabilito la nullità delle multe fatte con apparecchi solamente "approvati" ma non propriamente "omologati". La distinzione tecnica è sottile ma fondamentale per la validità legale.
La situazione attuale è critica:
Quasi il 60% degli autovelox fissi non è omologato;
Oltre il 67% di quelli mobili è stato approvato prima del 2017;
Il rischio di una valanga di ricorsi resta altissimo.