Striscione liceo Cesena: la scritta «L'Italia agli italiani» diventa un caso nazionale
Striscione liceo Cesena con la scritta «L'Italia agli italiani»: 6 in condotta a due maturandi e caso politico nazionale.
La vicenda dello striscione liceo Cesena è diventata un caso politico nazionale. Due studenti del Liceo classico Vincenzo Monti hanno esposto un drappo con la scritta «L'Italia agli italiani» nell'ultimo giorno di scuola. Il gesto è valso loro un 6 in condotta e l'obbligo di scrivere un elaborato di educazione civica prima degli esami di maturità.
Striscione liceo Cesena: cosa è successo
Tutto nasce sabato 6 giugno, durante i festeggiamenti dell'ultimo giorno di scuola. Mentre molti studenti erano nel cortile, due maturandi srotolavano da una finestra il drappo con la scritta «L'Italia agli italiani». Alcuni giornali locali avevano scritto che il gruppo cantava cori a favore della X Mas. Uno dei due protagonisti, Enrico Fiumana, ha smentito questa ricostruzione al Corriere di Bologna. L'assessora comunale alla Scuola, Maria Elena Baredi, ha definito il gesto «un'offesa rivolta all'intera città», che non può essere «liquidato come una semplice goliardata».
Il 6 in condotta e l'elaborato di educazione civica
Il consiglio di classe ha assegnato ai due ragazzi un 6 in condotta, anche per alcune note già accumulate durante l'anno. Fiumana spiega che il voto è arrivato «per l'assenza di autorizzazione per l'affissione». Con la riforma della maturità voluta dal ministro Valditara, un 6 in condotta porta all'esame solo dopo un elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale. I docenti hanno assegnato un tema dal titolo «Chi ha fatto l'Italia?». Tra i materiali indicati per la consultazione figurano:
il saggio «Gli africani siamo noi» di Guido Barbujani sulla convivenza tra culture diverse;
un riferimento esplicito alle leggi razziali;
un rimando al giorno del ricordo.
Le reazioni del governo e del ministero
La vicenda ha raggiunto subito il governo Meloni e i partiti del centrodestra. Il ministro Giuseppe Valditara ha parlato di un caso di «indottrinamento a scuola», pur ricordando che l'obbligo dell'elaborato deriva dalla sua stessa riforma. Per il ministro la frase «di per sé non ha alcun contenuto razzista», perché «italiani sono anche gli italiani di seconda generazione». L'Ufficio scolastico regionale ha chiesto chiarimenti alla preside sull'attinenza del tema assegnato. Anche Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, ha difeso il gesto dei due ragazzi.
La difesa degli studenti coinvolti
Uno dei due maturandi rivendica con convinzione il proprio gesto. Fiumana parla di «un gesto d'amore di alcuni giovani che credono ancora nell'esistenza degli italiani e dell'Italia». Lo studente denuncia la «cattiveria di alcuni adulti» che lo avrebbero descritto come un «balordo ignorante che trasuda odio». Allo stesso tempo racconta di aver ricevuto migliaia di messaggi di solidarietà. Fiumana precisa di non avere «simpatie particolari per nessun partito istituzionale», pur criticando chi promette di difendere i confini e poi, una volta al governo, cambia direzione.