Studenti e Intelligenza Artificiale: per 1 su 4 è il rifugio per le proprie emozioni

Il report del Safer Internet Day 2026 svela come i chatbot siano divenuti confidenti privilegiati per evitare il giudizio umano nelle relazioni.

11 febbraio 2026 19:00
Studenti e Intelligenza Artificiale: per 1 su 4 è il rifugio per le proprie emozioni - Intelligenza Artificiale
Intelligenza Artificiale
Condividi

L'indagine presentata al Safer Internet Day 2026 evidenzia un legame inedito tra studenti e Intelligenza Artificiale. Il 26% dei giovani utilizza i chatbot come confidenti per superare la vergogna e il timore del giudizio altrui, trasformando la tecnologia in una spalla psicologica.

Dal supporto didattico alla confidenza: il nuovo ruolo dell'IA

La percezione comune che relega gli algoritmi generativi a semplici assistenti per i compiti a casa appare ormai obsoleta. Una trasformazione silenziosa ma pervasiva sta ridefinendo le dinamiche tra studenti e Intelligenza Artificiale, spostando l'asse dall'utilità accademica alla sfera intima ed emotiva. A tracciare questo scenario è la recente rilevazione diffusa da Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre Italiano guidato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di 1.630 ragazzi delle scuole secondarie con il supporto accademico dell’Università di Firenze e della Sapienza Università di Roma, oltre alla collaborazione di Skuola.net, certifica un cambiamento sociologico rilevante: il software diventa un interlocutore preferenziale rispetto all'essere umano.

La ricerca di una zona di comfort digitale e l'assenza di giudizio

Analizzando i dati in profondità, emerge una necessità diffusa di protezione emotiva. Il 26% degli intervistati ammette di rivolgersi all'Intelligenza Artificiale per sfogarsi o cercare conforto, percentuale che sale drasticamente al 47% se si considera la percezione dei comportamenti dei propri coetanei. Ma cosa spinge un adolescente a confidare le proprie fragilità a una macchina? La risposta risiede nella neutralità del mezzo. Per il 65% dei giovani, il chatbot offre la possibilità di "dire tutto senza vergogna", mentre il 57% apprezza il fatto di "non sentirsi giudicati". In un'età in cui il confronto con l'altro può generare ansia sociale, l'interazione con l'algoritmo crea una comfort zone asettica, priva delle complessità e dei rischi emotivi intrinseci alle relazioni umane tradizionali.

Controllo digitale nelle coppie e stabilità dei tempi di connessione

Parallelamente all'uso emotivo dell'IA, il report del Safer Internet Day 2026 accende un faro su dinamiche relazionali preoccupanti tra i partner adolescenti. Si assiste a una normalizzazione della sorveglianza digitale: il 18% dichiara di aver ricevuto richieste di condivisione del codice di sblocco dello smartphone (in crescita rispetto al 2025), e il 14% segnala pressioni per mantenere attiva la geolocalizzazione GPS. Sul fronte dei consumi, il tempo speso online mostra una stabilizzazione strutturale sui livelli pre-pandemici, pur rimanendo elevato. Sebbene non vi sia una crescita esponenziale, il 38% degli studenti trascorre oltre cinque ore quotidiane connesso, mentre soltanto una minoranza del 19% riesce a limitare l'esposizione digitale sotto le due ore, confermando come la rete sia ormai l'habitat naturale, diurno e notturno, delle nuove generazioni.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail