Tagli alla Carta del docente? Antonio Caso (M5S) chiede verità sui fondi 2025
Caso (M5S) denuncia il blocco dei fondi e chiede chiarezza al Governo su importi, scadenze e accrediti arretrati della Carta del docente.
Il 2026 si apre all’insegna della precarietà per la Carta del docente. Antonio Caso (M5S) segnala il grave stallo nell’attivazione della misura e teme una riduzione del bonus a 375 euro, sollecitando risposte urgenti all’Esecutivo per sbloccare la formazione scolastica in tutto il Paese.
Carta del docente in stallo: l'allarme sui fondi ridotti
Il comparto scuola sta vivendo una fase di paralisi amministrativa che rischia di compromettere la pianificazione didattica e l'aggiornamento professionale. Nonostante siamo ormai inoltrati nel mese di febbraio, dal Ministero dell'Istruzione e del Merito non è giunta alcuna comunicazione formale in merito all'attivazione della piattaforma per l'anno in corso. La preoccupazione principale, sollevata dalle rappresentanze sindacali e ora portata in Parlamento, riguarda l'entità economica del sussidio.
A differenza delle passate edizioni, in cui le tempistiche e gli importi erano consolidati entro l'autunno, l'attuale gestione è avvolta nel silenzio. Lo scenario più critico ipotizza una contrazione del bonus, che potrebbe scendere dai canonici 500 euro a una cifra stimata intorno ai 375 euro. Tale decurtazione deriverebbe da un meccanismo tecnico: l'ampliamento della platea dei beneficiari, che ora include doverosamente anche i docenti precari con contratti di supplenza annuale, non è stato accompagnato da un adeguamento proporzionale dello stanziamento in bilancio. Senza risorse aggiuntive, la "coperta corta" impone una ridistribuzione al ribasso che penalizza l'intera categoria.
Le denunce del M5S: ritardi e accrediti mancanti
A farsi portavoce del malcontento è Antonio Caso, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura alla Camera. L'onorevole ha definito "grave" il ritardo accumulato, sottolineando come l'assenza di date certe svuoti di significato uno strumento essenziale per la formazione continua degli insegnanti. La denuncia politica punta il dito contro una gestione definita approssimativa: già nel mese di novembre, attraverso un'interrogazione parlamentare, Caso aveva evidenziato i rischi di un disallineamento temporale, ma gli appelli sono caduti nel vuoto.
Oltre all'incognita sul futuro, emerge un quadro complesso relativo al passato. Numerose segnalazioni pervenute dalle scuole indicano che i rimborsi e gli accrediti relativi all'anno scolastico precedente non sono stati ancora del tutto saldati. Questa situazione di insolvenza parziale sta generando un clima di sfiducia e tensione, alimentando mobilitazioni e il proliferare di petizioni online da parte del personale scolastico, che si vede privato di risorse già maturate e spettanti per legge.
Inclusione del personale ATA e prospettive future
La critica mossa dall'esponente pentastellato non si limita alla gestione contingente, ma tocca nodi strutturali del sistema scolastico. Una delle richieste storiche, ribadita con forza da Caso, è l'estensione del bonus formazione anche al personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario). Attualmente esclusi dal beneficio, questi lavoratori rappresentano una colonna portante dell'ecosistema scuola; la loro esclusione viene giudicata discriminatoria e miope, in quanto l'aggiornamento delle competenze dovrebbe coinvolgere l'intera comunità educante senza distinzioni di ruolo.
L'appello rivolto al Governo è perentorio: occorre ufficializzare immediatamente l'importo definitivo, garantire la copertura finanziaria per evitare i tagli e fornire una data certa per l'attivazione della piattaforma ministeriale. Solo attraverso la trasparenza amministrativa sarà possibile disinnescare il caos che sta caratterizzando l'anno scolastico 2025/2026.