Tagli all'assegno unico di marzo 2026: ecco chi riceverà solo 58,30 euro

Molte famiglie riceveranno l'importo minimo a causa della mancata presentazione dell'Isee aggiornato. Ecco come recuperare gli arretrati.

08 marzo 2026 18:00
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L'erogazione dell'assegno unico di marzo 2026 prevede variazioni significative per molti nuclei familiari. Chi non ha aggiornato la propria attestazione reddituale riceverà solo l'importo minimo isee, ma la normativa consente ancora di regolarizzare la propria posizione per ottenere i rimborsi spettanti tramite la rivalutazione istat e i ricalcoli successivi.

Assegno unico di marzo 2026: calendario dei pagamenti e variazioni degli importi

Le somme spettanti per l'assegno unico di marzo 2026 verranno accreditate tra il 19 e il 20 del mese. Un lieve slittamento interesserà chi ha inoltrato l'istanza nel mese di febbraio, pur restando entro il termine ultimo del 31 marzo.

In questa mensilità, l'ammontare percepito potrebbe differire dalle aspettative. La variazione dipende principalmente dall'aggiornamento della situazione economica del nucleo familiare o dalla mancata comunicazione dei nuovi dati reddituali.

Perché l'importo minimo isee viene applicato a marzo

Il termine per presentare la DSU aggiornata era fissato al 28 febbraio. In assenza di un nuovo indicatore, l'Inps eroga d'ufficio la quota base: 58,30 euro per i figli minorenni e 29,10 euro per i maggiorenni.

Tale riduzione non è definitiva. I beneficiari possono mettersi in regola entro il 30 giugno 2026. In questo caso, l'istituto provvederà a:

  • Ricalcolare le somme in base alla fascia di reddito effettiva.

  • Erogare gli arretrati maturati a partire dal mese di marzo.

Per chi ha invece già aggiornato il documento, l'importo varierà in base al nuovo valore dell'indicatore: un reddito più alto comporterà un assegno ridotto, mentre un valore più basso genererà un aumento del contributo.

Effetti della rivalutazione istat sulle mensilità correnti

Sull'importo di marzo influisce anche la rivalutazione istat dell'1,4%, calcolata sulla base dell'inflazione registrata. Sebbene l'adeguamento debba risultare a regime già da febbraio, in questa mensilità verranno corrisposti anche i conguagli relativi a gennaio, includendo dunque gli arretrati spettanti per l'inizio dell'anno.

Requisiti e criteri di calcolo per il 2026

L'assegno unico e universale costituisce il pilastro del welfare familiare italiano, sostituendo le vecchie detrazioni e bonus. La misura è cumulabile esclusivamente con:

  1. Bonus asilo nido.

  2. Contributi erogati da enti locali o regioni.

  3. Bonus mamme.

Il sostegno spetta per ogni figlio minorenne e si estende fino ai 21 anni se il giovane studia, svolge tirocini o ha un reddito inferiore a 8.000 euro. Per i figli con disabilità, non sono previsti limiti di età.

L'importo massimo per il 2026 è di 203,8 euro per figlio minore (Isee sotto i 17.468,51 euro), mentre la quota minima scatta oltre la soglia di 46.582,71 euro. Sono previste maggiorazioni specifiche per nuclei numerosi, madri giovani o figli in tenera età.

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