Taglio alla Carta del docente: la protesta di ANCODIS
Il bonus Carta del docente scende a 383 euro: ANCODIS denuncia un taglio che colpisce la dignità e la formazione dei professori di ruolo.
Il recente ridimensionamento della Carta del docente ha sollevato forti polemiche nel mondo della scuola. ANCODIS critica duramente la scelta politica di ridurre i fondi, definendo il provvedimento un segnale di scarso rispetto per la categoria e per la formazione continua dei lavoratori.
ANCODIS: se la Carta del docente è un…costo!
“La scuola è un pilastro del sistema paese”…. “Sulla scuola occorre investire per il futuro dei nostri figli”…. “La professione docente merita rispetto e considerazione”….
Come canterebbe Mina,… Parole, parole, parole…soltanto parole.
Proprio dalla determinazione dell’importo della “Carta del docente” per l’AS 2025-2026 istituita ai sensi del comma 121 della legge 107/2015 – ricordiamo “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti, di valorizzarne le competenze professionali e di favorire l'esercizio della funzione docente, è istituita la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente….. fino a euro 500 annui per ciascun anno scolastico…” leggiamo un importo che ci lascia a dir poco sgomenti.
Ricordiamoci del 9/3/2026, un primato nel ritardo dell’erogazione, e di 383 Euro un numero primo che ha i caratteri di un altro primato: il taglio di 117 Euro cioè il costo che ciascun docente di ruolo paga per la scelta politica di non incrementarne il finanziamento nonostante l’ampliamento dei beneficiari!
Di fatto si conferma la legge della proporzionalità inversa e il famoso detto “la coperta è sempre più corta”! Ne prendiamo atto e per il suo decennale ne festeggiamo il taglio!
E’ una chiara “scelta politica” che confligge, per esempio, con i finanziamenti alle scuole paritarie per le quali non c’è alcun problema di risorse in quanto sono state significativamente incrementate dietro lo scudo del “svolgono un servizio pubblico nell’interesse del diritto allo studio”.
Se dare soldi alle scuole paritarie rientra in una logica di sostegno al diritto allo studio, mettere in bilancio risorse aggiuntive per la Carta del docente sembrerebbe una voce di spesa improduttiva e quindi non utile al sistema scolastico italiano.
Ciò che non si può accettare è il danno per i docenti che, nella Pubblica Amministrazione, sembrano essere figli di un dio minore: un altro "disonorevole taglio” che dimostra che la funzione docente è un costo nel bilancio dello Stato.
Ancodis – sostenendo convintamente la petizione di ANIEF - chiede con forza che il Parlamento provveda tempestivamente a trovare le risorse per riportare la Carta del docente all’importo originario di 500 Euro, lasciando ai docenti la piena libertà e autonomia sull’utilizzo previsto dalla norma (per acquisto di libri, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste tematiche utili all'aggiornamento professionale, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a master universitari inerenti al profilo professionale, per l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, per l'acquisto di strumenti musicali, per l'acquisto di servizi di trasporto di persone) senza aggiungere altri oneri organizzativi e amministrativi alle scuole che saranno chiamate a gestire 281 milioni per attività di formazione, aggiornamento, acquisto e gestione di risorse didattiche e dotazioni digitali.
In caso contrario, non si può non concludere che siamo di fronte oltre che al danno (mancato utilizzo dal 1/9/2025 per il ritardo nell’erogazione!) all’ennesima beffa alla nostra dignità professionale (-117 Euro).
Con buona pace dei predicatori protempore di tante vane parole!
Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS