Taglio delle accise sui carburanti, il governo accelera: diesel giù di 24,4 centesimi e benzina di sei centesimi
Il governo accelera sul decreto salva-estate per il taglio delle accise e frenare la corsa dei prezzi alla pompa.
Il governo corre ai ripari sul fronte carburanti. Con il primo grande esodo estivo alle porte, il taglio delle accise su benzina e diesel diventa la priorità di Palazzo Chigi. La premier Giorgia Meloni ha chiesto un intervento immediato per abbassare i prezzi alla pompa, ormai vicini ai livelli record del 2022. Ecco cosa prevede il pacchetto in arrivo e di quanto potrebbe calare lo sconto per chi si mette in viaggio.
Un doppio decreto per frenare i prezzi
«Non possiamo attendere oltre, il Cdm del 4 agosto è troppo in là, un'era geologica», ha detto Giorgia Meloni da Palazzo Chigi. Il piano prevede due mosse. Già la prossima settimana arriverà un primo decreto tampone: ridurrà le accise sul diesel di 24,4 centesimi e quelle sulla benzina di sei centesimi, per una decina di giorni. Sette giorni dopo è atteso il bis, forse un decreto interministeriale, che congelerà per tutto il mese una parte della tassazione. Le due mosse in sintesi:
primo decreto: sconto immediato di 24,4 centesimi sul diesel e di sei sulla benzina;
secondo decreto: congelamento di parte delle accise per tutto il mese di agosto.
Il taglio delle accise e i numeri dello sconto
Per finanziare il taglio delle accise i tecnici della Ragioneria sono già al lavoro sulle coperture. Per il primo intervento ponte non basterebbe l'extragettito incassato nel primo semestre: dei 190 milioni in più di Iva sui carburanti registrati a giugno è rimasto poco. Per confermare la misura ad agosto si guarda invece all'extragettito Iva di luglio. Non si esclude di usare una parte dei 9,1 miliardi recuperati tra gennaio e giugno grazie all'allineamento tra Pos e registratori di cassa. Si torna così a una misura simile a quella in vigore fino allo scorso 3 luglio.
La spinta politica di Meloni
È stata la premier a imprimere l'accelerazione. «Bisogna agire subito, serve un intervento tampone. I soldi si troveranno, non possiamo fare diversamente», è il messaggio consegnato al ministro dell'Economia. Meloni sa che la rabbia di chi viaggia su gomma può diventare un boomerang elettorale. L'aumento di verde e gasolio sfiora il record del marzo 2022, quando a Palazzo Chigi sedeva Mario Draghi e i prezzi si infiammarono con la guerra in Ucraina. Finora lo Stato ha speso quasi 2 miliardi per frenare la corsa dei carburanti.
Prezzi dei carburanti e gli effetti sull'economia
La partita non è solo politica. La leader del Pd, Elly Schlein, ha accusato la premier di non aver «detto una sola parola sul caro carburanti, che rischia di mettere in ginocchio famiglie e imprese». Il Fondo monetario avverte che una nuova fiammata dell'inflazione energetica può minare la stabilità italiana. Anche Confindustria segnala che pochi decimali di carovita erodono la fiducia delle famiglie. Intanto il prezzo medio in self service è di 1,979 euro al litro per la verde e di 2,180 euro per il diesel, e i petrolieri annunciano rincari tra cinque e otto centesimi.
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