Terremoto in Sicilia: raffica di scosse nel Tirreno, picco di magnitudo 3.9
Lo sciame sismico interessa il Tirreno tra Trapani e le Eolie: l'INGV monitora l'attività dopo il terremoto in Sicilia senza rilevare danni.
Nelle ultime ore un’intensa sequenza di eventi tellurici ha interessato il settore meridionale del Mar Tirreno. Il fenomeno, classificabile come un terremoto in Sicilia di tipo marittimo, ha fatto registrare una punta massima di magnitudo 3.9, fortunatamente senza conseguenze sulla costa.
Analisi della sequenza sismica nel Tirreno meridionale
La quiete del fine settimana è stata interrotta da una sequenza sismica significativa che ha avuto inizio nella serata di sabato 14 febbraio. Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il picco di energia è stato raggiunto alle 23:48 con una scossa di magnitudo 3.9. Questa attività non è stata un episodio isolato, ma parte di un grappolo di eventi che ha visto precedenti rilevanti già dalle ore 22:00, quando un primo movimento di magnitudo 3.6 aveva allertato i sismografi. La dinamica evidenzia una mobilità tettonica costante nelle profondità marine, tipica di un’area geologicamente complessa come quella siciliana, dove l'incontro tra le placche genera rilasci di energia frequenti ma spesso localizzati lontano dai centri abitati.
Localizzazione dell'epicentro e propagazione del terremoto in Sicilia
L'area geografica interessata si estende lungo un ampio raggio d'azione che abbraccia diverse province. I sismografi hanno localizzato l'epicentro prevalentemente a ovest di Trapani, ma il fenomeno ha mostrato ramificazioni verso l'arcipelago delle Isole Eolie. Nelle prime ore di domenica 15 febbraio, infatti, sono state rilevate vibrazioni al largo di Alicudi e nei pressi di Ustica. Le profondità ipocentrali registrate dagli esperti variano notevolmente: se in alcuni casi le fratture si sono verificate a pochi chilometri dalla superficie, in altri si è trattato di eventi profondi oltre i cento chilometri. Questa eterogeneità del sottosuolo tirrenico conferma la natura profonda delle strutture fagliari che solcano il fondale tra la Sicilia e il bacino del Mediterraneo.
Impatto sul territorio e misure di sicurezza
Nonostante il numero elevato di rilevazioni, la Protezione Civile non ha segnalato criticità per quanto riguarda danni a persone o infrastrutture. La distanza di sicurezza dalla terraferma, mediamente superiore ai venti chilometri, ha attutito l'impatto del terremoto in Sicilia sui centri costieri. Gli esperti sottolineano come questi sciami rientrino nell'ordinaria amministrazione della micro-sismicità mediterranea. Tuttavia, l'attenzione rimane alta per monitorare eventuali evoluzioni del sistema di faglie attive che caratterizza il settore settentrionale dell'isola. La sorveglianza h24 operata dalle sale di monitoraggio è fondamentale per garantire la sicurezza delle popolazioni costiere e per fornire dati in tempo reale alla comunità scientifica internazionale.