Test Medicina: sventato attacco phishing al Cineca

Il consorzio denuncia tentativi di furto dei quiz via email e la diffusione di notizie false per incentivare i ricorsi legali.

22 gennaio 2026 15:00
Test Medicina: sventato attacco phishing al Cineca - Cineca
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Il Cineca ha depositato una denuncia alla Procura di Bologna. Hacker hanno tentato di sottrarre i quiz del Test di Medicina tramite phishing, mentre alcuni studi legali avrebbero diffuso fake news per favorire i ricorsi.

La doppia indagine sul Test Medicina: tra hacker e disinformazione

Un attacco su due fronti, mirato a minare la credibilità e la sicurezza delle procedure di selezione per l'accesso alla facoltà di Medicina. È quanto emerge dall'articolata denuncia presentata alle autorità giudiziarie dal Cineca, il consorzio interuniversitario con sede a Casalecchio di Reno incaricato dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MIUR) della gestione operativa delle prove. Il fascicolo, ora al vaglio degli inquirenti e della Polizia Postale, delinea uno scenario inquietante che va ben oltre la semplice bravata informatica, suggerendo l'esistenza di una strategia volta a destabilizzare il sistema del numero chiuso.

Secondo quanto riportato dalle cronache locali, in particolare dal Resto del Carlino, l'esposto si concentra su due filoni distinti ma potenzialmente convergenti. Da un lato, si registra un'offensiva tecnica perpetrata da criminali informatici nei giorni immediatamente precedenti le prove del semestre "filtro"; dall'altro, emerge una campagna di disinformazione orchestrata, secondo l'accusa, da alcuni studi legali. L'obiettivo di quest'ultima manovra sarebbe stato quello di diffondere il panico tra i candidati e costruire a tavolino le basi per futuri contenziosi amministrativi, lucrando sulle speranze degli studenti.

Il tentativo di phishing: caccia ai quiz di Fisica

Il cuore della vicenda risiede nel tentativo di violazione dei sistemi di sicurezza attraverso tecniche avanzate di ingegneria sociale. Non si è trattato di un attacco di forza bruta contro i server, bensì di una sofisticata operazione di phishing mirata al fattore umano. Nel mirino degli hacker sono finiti i dipendenti e i tecnici del consorzio, i quali, nei giorni antecedenti il secondo appello del 10 dicembre, hanno ricevuto comunicazioni fraudolente.

Le email, confezionate per apparire autentiche, simulavano richieste provenienti da uffici interni o, fatto ancor più grave, da un account apparentemente riconducibile a un'alta dirigente del MIUR. Il contenuto delle missive era perentorio: si richiedeva l'invio urgente dei file contenenti i quesiti di Fisica, una delle materie oggetto delle prove obbligatorie insieme a Chimica e Biologia. L'intento era chiaro: intercettare le domande prima della somministrazione ufficiale per rivenderle o diffonderle, compromettendo irrimediabilmente la regolarità del concorso.

La contromossa dei tecnici e le presunte fake news degli avvocati

L'attacco informatico è fallito grazie alla prontezza del personale del Cineca. I tecnici, insospettiti dalle modalità anomale delle richieste, non solo non hanno inviato alcun materiale sensibile, ma hanno immediatamente allertato i vertici aziendali e la Polizia Postale. Su indicazione degli investigatori, è stata messa in atto una contro-operazione: i dipendenti hanno finto di cadere nel tranello, rispondendo agli hacker e allegando file che, in realtà, contenevano link traccianti utili all'identificazione dei responsabili.

Parallelamente, il secondo filone d'indagine punta i riflettori su quanto accaduto sui social media il 9 dicembre, vigilia dell'esame. Alcuni avvocati avrebbero pubblicato screenshot di domande etichettate come "errate" o "irregolari", ancor prima che i test avessero luogo. Secondo la ricostruzione del consorzio, tali pubblicazioni non erano frutto di errori in buona fede, ma vere e proprie fake news confezionate ad arte. La diffusione di tali immagini avrebbe avuto lo scopo strumentale di sostenere la tesi dell'irregolarità sistemica dei TOLC, incentivando così le famiglie e gli studenti a sottoscrivere onerosi mandati per la presentazione di ricorsi al TAR.

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