TFS dipendenti pubblici, banche con tassi al 5% sugli anticipi richiesti: Anief dice basta

Sul TFS dipendenti pubblici le banche applicano tassi tra il 3 e il 5 per cento: per 45 mila euro il conto sfiora i 2.000 euro.

23 luglio 2026 19:00
TFS dipendenti pubblici, banche con tassi al 5% sugli anticipi richiesti: Anief dice basta - TFS e TFR
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Chi lascia il lavoro nel settore statale attende spesso anni prima di incassare la liquidazione. Molti si rivolgono alle banche, ma il prezzo dell'attesa è alto. Sul TFS dipendenti pubblici gli interessi chiesti per l'anticipo arrivano al 5 per cento: oltre 2 mila euro. Anief parla di ingiustizia e attende la Consulta a gennaio.

TFS dipendenti pubblici, quanto costa davvero l'anticipo in banca

Il meccanismo è semplice da capire. Lo Stato paga la liquidazione molto tempo dopo la cessazione dal servizio, a volte in più rate. Chi ha bisogno subito di quel denaro chiede un anticipo a una banca convenzionata e restituisce la somma quando il pagamento pubblico arriva. Il servizio, però, non è gratuito. Secondo la stampa specializzata si collocano «tra il 3 e il 5 per cento i tassi di interesse applicati dalle banche sugli anticipi del Trattamento di fine servizio e di fine rapporto ai dipendenti pubblici». La stessa fonte stima che «per un prestito di 45 mila euro – è questa la somma massima richiedibile da parte degli statali che si rivolgono alle banche per ottenere un anticipo del Tfs o del Tfr – si pagano intorno ai 2.000 euro di interessi». Parliamo di soldi già guadagnati, non di un prestito per un acquisto.

Il giudizio di Marcello Pacifico

Netta la posizione del presidente nazionale Anief. «Pagare fino a 2 mila euro per richiedere anche con poco tempo di anticipo liquidazione di 40 mila euro della pensione per noi rasenta la truffa. La verità è che non è possibile che i dipendenti pubblici continuino a ricevere la liquidazione "a pezzi", con attese molto più lunghe rispetto ai lavoratori del privato. Per contrastare questa ennesima ingiustizia verso i dipendenti pubblici, il nostro sindacato autonomo si è già opposto in tutte le sedi possibili: nel prossimo mese di gennaio, in particolare, la Consulta si esprimerà su un nostro ricorso specifico». Il sindacato autonomo insiste su un punto: la parità di trattamento tra pubblico e privato non è un favore, ma un diritto.

Cosa ha già stabilito la Consulta

Il terreno giuridico non è vergine. Pacifico ricorda che «esiste una sentenza della Consulta (n. 130/23) che ha anche dichiarato illegittima la dilazione del TFS dopo la pensione e di adeguare le norme del pubblico al privato, anche sulla mancata trattenuta della quota del 2,5% a carico delle buste paghe dei lavoratori in regine di TFR, quindi assunti dopo il 1999». La Corte costituzionale ha già segnalato al legislatore la necessità di intervenire. Tre i punti fermi:

  • il rinvio del pagamento oltre il pensionamento è stato ritenuto illegittimo;

  • le regole del comparto statale vanno avvicinate a quelle del settore privato;

  • resta aperta la questione della trattenuta mensile in busta paga.

La trattenuta del 2,5% e il divario con il privato

Qui si concentra la contestazione più tecnica. Il presidente Anief chiede: «Ma perché lo Stato trattiene a scuola il 2,5% mensile TFR a dispetto del privato che paga tutta la liquidazione del lavoratore e versa pure figurativamente il 7,10%? Non è giusto». In pratica il personale scolastico vede ridursi lo stipendio netto ogni mese per una somma che riceverà con anni di ritardo. Nel privato il datore accantona tutto senza toccare la retribuzione. Ne nasce un doppio svantaggio.

Il ricorso Anief e l'udienza attesa a gennaio

Il sindacato è già intervenuto nelle sedi giudiziarie. Per Pacifico il Trattamento di fine servizio «deve infatti prevedere gli stessi tempi, sia nel pubblico che nel privato». A gennaio la Consulta valuterà un ricorso presentato proprio su questo tema. Docenti e personale interessati possono chiedere chiarimenti al sindacato, che ha attivato una pagina dedicata sul proprio sito. L'azione legale è gratuita per gli iscritti e punta a tempi di pagamento ragionevoli.

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