Tracce maturità 2026: il web si divide tra elogi e dure critiche
Tracce maturità 2026: entusiasmo per Pavese e Saragat, ma critiche sul mancato legame con i programmi scolastici.
Appena pubblicate le tracce della prima prova, su X è partito il dibattito acceso con l'hashtag #maturità2026. Studenti, insegnanti ed ex maturandi hanno commentato a caldo le proposte ministeriali. Le tracce maturità 2026 dividono il web: da un lato chi apprezza la qualità degli autori scelti, dall'altro chi denuncia la distanza tra i testi d'esame e quanto realmente si studia in classe durante l'anno scolastico italiano.
Tracce maturità 2026, la polemica sui programmi
Buona parte delle critiche riguarda la scelta di autori contemporanei poco trattati durante le lezioni. Un utente ha scritto su X: «Ma le tracce della maturità da dove sono uscite? Complimenti alla responsabile.» Il nodo centrale resta lo scollamento tra i contenuti d'esame e la programmazione didattica reale.
Un altro commento è stato durissimo: «Ma le tracce di quest'anno fanno schifo. Letteralmente sono tutti autori contemporanei che non si studiano mai perché in storia non si va oltre la seconda guerra mondiale e in letteratura si studiano sempre gli stessi poeti.» Molti utenti chiedono che almeno un autore noto venga inserito ogni anno, criticando la scelta di proporre testi percepiti come ostili agli studenti.
Le richieste di riforma non sono mancate: «Avrei così tanto da dire su queste tracce e sui programmi ministeriali che andrebbero necessariamente CAMBIATI!» Altri utenti hanno accusato il Ministero di non conoscere davvero cosa accade nelle aule: «Comunque questo ci fa capire veramente quanto non ci sia un legame diretto e non sappiano nemmeno che i programmi effettivi non trattano questi autori. Ragazzi ribellatevi.» Non manca l'ironia verso viale Trastevere, con la proposta di far svolgere al ministro stesso una tesina sulla fatica.
Il caso più discusso riguarda Vitaliano Brancati: mentre una candidata si è detta orgogliosa di ritrovare l'autore della sua tesi di laurea, una collega ha ammesso lo stupore totale, dichiarando di non averlo mai studiato nemmeno all'università, pur avendo una laurea in lettere.
Pavese, Saragat e le tracce più apprezzate
Sul fronte opposto, molti utenti hanno premiato le scelte del Ministero. Un tweet sintetizza bene l'entusiasmo diffuso: «Mario Calabresi, Pavese, Brancati e la Costituente sono tracce bellissime.» Diversi commenti hanno sottolineato la qualità delle tracce B2, B3, C1 e C2, ritenute equilibrate e ben costruite per i maturandi.
Molto seguita la traccia storico-politica dedicata al discorso di Giuseppe Saragat in Assemblea Costituente, scelta giudicata coerente con l'ottantesimo anniversario della Repubblica italiana. Tra le opzioni letterarie, Cesare Pavese ha raccolto ampi consensi per la sua scrittura accessibile: una lettrice ha confermato di averla trovata «stra fattibile e non molto diversa da quella di Pasolini dell'anno scorso».
Apprezzamenti anche per le tracce legate al giornalismo e alla divulgazione scientifica. Un utente ha commentato con entusiasmo la possibilità di «ragionare sul concetto di fatica con Mario Calabresi e sul valore di comunicare la scienza per leggere la realtà con Piero Bianucci», definendo il risultato complessivo positivo. L'unica grande assente, attesa da molti pronostici della vigilia, è stata l'intelligenza artificiale, completamente ignorata dai testi ministeriali di quest'anno.
Gli ex maturandi commentano la prima prova
Tra i commenti più condivisi ci sono quelli degli ex studenti, che hanno seguito la mattinata d'esame con un misto di nostalgia e sollievo. Alcuni hanno scherzato sulla fortuna di non dover più affrontare la prima prova maturità, ringraziando di essersi lasciati l'esame alle spalle da tempo. Altri si sono confrontati onestamente con le proprie competenze attuali, ammettendo difficoltà di fronte alle richieste pensate per i diciottenni di oggi.
Un commento riassume bene questo sentimento condiviso: «25 anni dopo il mio esame di maturità mi rendo conto che non saprei svolgere 3/4 delle tracce uscite. Solo io?» Il dibattito social mostra quanto la maturità resti un momento collettivo, capace di coinvolgere generazioni diverse di studenti, anche a distanza di decenni dal proprio diploma.