Tragedia di Andria-Corato: dieci anni di memoria e sicurezza

Il CNDDU ricorda le vittime della tragedia di Andria-Corato nel decennale dell'incidente, rilanciando la cultura della prevenzione.

A cura di Redazione Redazione
12 luglio 2026 21:00
Tragedia di Andria-Corato: dieci anni di memoria e sicurezza - prof. Romano Pesavento
prof. Romano Pesavento
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A dieci anni dalla tragedia di Andria-Corato, il ricordo delle ventitré vittime si trasforma in un appello urgente per la sicurezza delle infrastrutture. Le istituzioni e la scuola si uniscono per promuovere una memoria preventiva che possa evitare future catastrofi collettive.

Dieci anni dalla tragedia di Andria-Corato: rilanciato il diritto alla "memoria preventiva" per una cultura della sicurezza

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani partecipa con profondo rispetto al ricordo delle ventitré vittime del disastro ferroviario del 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato e si unisce alle loro famiglie, ai feriti e alle comunità che, a dieci anni di distanza, continuano a portare il peso di una tragedia che ha inciso nella coscienza civile del Paese. La commemorazione del decennale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, richiama l'intera comunità nazionale a un dovere che non può esaurirsi nel ricordo, ma deve tradursi in un'assunzione permanente di responsabilità verso le generazioni presenti e future.

Esistono eventi che interrompono il corso della storia di una comunità e trasformano per sempre il significato delle parole "sicurezza", "fiducia" e "responsabilità". La tragedia di Andria-Corato appartiene a questa categoria. Quando un'infrastruttura, un'organizzazione o una catena decisionale non riescono a garantire il bene primario della vita, non si registra soltanto un cedimento tecnico: si incrina il patto di fiducia che lega i cittadini alle istituzioni democratiche. È proprio in quel momento che i diritti umani cessano di essere principi astratti e diventano misura concreta della qualità di uno Stato.

Il CNDDU ritiene che la memoria non possa limitarsi alla commemorazione periodica delle vittime. Una memoria autenticamente civile è una memoria che orienta le decisioni pubbliche, modifica i comportamenti, ispira le politiche e alimenta una cultura della prevenzione. Per questo motivo la scuola è chiamata a svolgere un ruolo decisivo: educare i giovani a comprendere che la sicurezza non è soltanto il risultato di norme, tecnologie e investimenti, ma nasce anzitutto da una coscienza etica fondata sul senso del dovere, sulla competenza, sulla legalità e sulla consapevolezza che ogni scelta, anche la più ordinaria, può produrre conseguenze straordinarie sulla vita delle persone.

Il Coordinamento propone di introdurre nel dibattito educativo e culturale il concetto di "memoria preventiva": una memoria che non guarda esclusivamente al passato, ma diventa criterio per valutare il presente e progettare il futuro. Ogni grande tragedia collettiva dovrebbe interrogare quotidianamente amministratori, tecnici, dirigenti, educatori e cittadini con una domanda semplice quanto radicale: stiamo facendo tutto ciò che è umanamente possibile perché questo non accada mai più? Se la risposta non è pienamente affermativa, allora il ricordo rischia di trasformarsi in un rito incapace di incidere sulla realtà.

Una democrazia non dimostra la propria maturità dalla solennità delle celebrazioni, ma dalla capacità di trasformare il dolore in una forma superiore di responsabilità pubblica. Le vittime di Andria-Corato ci affidano un'eredità che va oltre la memoria: ci chiedono di costruire una società nella quale la prevenzione diventi un valore culturale prima ancora che un obbligo normativo, nella quale la tutela della vita rappresenti il parametro con cui giudicare ogni scelta politica, amministrativa ed economica. Solo quando la sicurezza sarà considerata non una voce di spesa, ma un investimento irrinunciabile nella dignità della persona, potremo affermare di avere davvero onorato il loro ricordo.

Prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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