Università di Brescia, studenti scrivono al rettore per segnalare presunte molestie verbali di un docente

Due lettere denunciano frasi offensive, allusioni sessuali e comportamenti ritenuti inappropriati attribuiti a un docente UniBs.

24 maggio 2026 19:30
Università di Brescia, studenti scrivono al rettore per segnalare presunte molestie verbali di un docente - Università degli Studi di Brescia
Università degli Studi di Brescia
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Un gruppo di studenti, ex studenti, laureati e laureate dell’Università degli Studi di Brescia ha inviato due lettere al rettore e ad alcuni docenti per chiedere un intervento su una serie di episodi attribuiti a un docente dell’ateneo. Secondo quanto riportato nei documenti, da almeno sei anni nelle aule si sarebbero verificati commenti sull’aspetto fisico, riferimenti alla vita privata, battute a sfondo sessuale e atteggiamenti considerati lesivi della dignità personale. Le segnalazioni parlano di un clima di disagio che avrebbe inciso sulla frequenza delle lezioni e sulla serenità degli studenti.

Le lettere inviate all’ateneo

Nelle due comunicazioni indirizzate al rettore dell’Università di Brescia, gli studenti descrivono una serie di comportamenti che giudicano «inappropriati, offensivi e lesivi della dignità personale». I firmatari sostengono che tali episodi avrebbero prodotto «un enorme disagio e un costante senso di frustrazione», con conseguenze anche sulla capacità di seguire le lezioni, sulla permanenza in aula e sulla partecipazione alle attività didattiche.

Le segnalazioni riguardano momenti diversi della vita universitaria: lezioni, esercitazioni e attività progettuali. Nei testi vengono citati commenti rivolti in particolare alle studentesse, osservazioni sull’abbigliamento, allusioni alla vita sentimentale, giudizi sull’aspetto fisico e frasi ritenute a sfondo sessuale. Secondo gli studenti, si tratterebbe di episodi non compatibili con il contesto accademico.

Gli episodi contestati dagli studenti

Tra i fatti riportati nelle lettere compaiono anche affermazioni che, secondo i firmatari, avrebbero attribuito ruoli differenti a uomini e donne nei lavori di gruppo. Sono inoltre descritti atteggiamenti percepiti come intimidatori o imbarazzanti durante le attività didattiche.

In uno dei passaggi, gli studenti scrivono che «in diverse occasioni, durante le lezioni, il docente si è rivolto ad alcune studentesse mantenendo lo sguardo rivolto al loro seno, causando disagio alle interessate». Gli ex studenti ricordano anche una frase riferita alla tradizionale cena dopo l’esame: «Alla pizzata si fa una gara di birre, chi finisce sotto il tavolo... finisce sotto il tavolo e lì non si sa cosa può succedere».

Nelle lettere viene inoltre riportato un commento rivolto a una studentessa: «Potrebbe venire ogni tanto con un vestitino, almeno appagherebbe gli occhi di tutti noi maschietti e ci tirerebbe su di morale». A un’altra ragazza, il docente avrebbe chiesto: «Hai bisogno di un massaggio?», aggiungendo poi: «Non da me, dai tuoi compagni eh».

Il riferimento a uno “schema di potere tossico”

Nella parte conclusiva dei documenti, i firmatari sostengono che la questione non riguarderebbe soltanto singole frasi o singoli episodi, ma un più ampio «schema di potere tossico». Secondo quanto scritto nelle lettere, questa dinamica avrebbe condizionato per anni il rapporto tra il docente e gli studenti, contribuendo a creare un clima di sfiducia e timore.

Gli studenti affermano inoltre che la situazione sarebbe stata nota da tempo nell’ambiente universitario. La paura di possibili conseguenze negative, secondo le segnalazioni, avrebbe frenato chi intendeva esporsi o denunciare quanto accaduto. I firmatari chiedono quindi che l’ateneo intervenga, sostenendo che fino a oggi non vi sarebbe stata una risposta concreta alla situazione descritta.

La posizione del rettore Francesco Castelli

Interpellato sulla vicenda, il rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Francesco Castelli, non entra nel merito del caso specifico, ma richiama le procedure previste dall’ateneo in presenza di segnalazioni.

«È prassi consolidata dell’ateneo verificare la congruità con il nostro Codice etico e, se necessario, avviare una rigorosa istruttoria ed eventualmente prendere provvedimenti - afferma Castelli -. Tutte le volte che c’è una segnalazione noi ci muoviamo, posso garantire che questo avviene sempre. Il benessere della comunità studentesca è per me una priorità».

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