Università telematiche e riscatto sociale: cosa dice il rapporto Censis-United

Il rapporto Censis-United mostra che le università telematiche hanno permesso al 45% dei laureati di ottenere il titolo di studio.

16 giugno 2026 18:00
Università telematiche e riscatto sociale: cosa dice il rapporto Censis-United - università telematiche
università telematiche
Condividi

Esiste una parte d'Italia che senza le università telematiche resterebbe priva di un titolo di studio. È quanto emerge dal primo rapporto Censis-United sulla didattica digitale, presentato alla Camera. Per quasi la metà dei laureati a distanza, questa modalità ha rappresentato l'unica strada concreta verso la laurea.

Chi sceglie le università telematiche

La fotografia scattata dal rapporto parte dalle radici scolastiche. Metà esatta dei laureati telematici, il 50,5%, arriva dagli istituti tecnici. A questi si somma un 46,9% con un percorso di formazione professionale alle spalle. Sono due profili che nei percorsi accademici tradizionali faticano spesso a trovare spazio. La didattica a distanza intercetta dunque studenti che il sistema in presenza tende a lasciare ai margini, offrendo loro un'alternativa reale per completare gli studi.

Il peso delle condizioni economiche

La situazione economica della famiglia incide in modo netto. Tra chi descrive come bassa o medio-bassa la condizione del nucleo d'origine, quasi il 49% è riuscito a laurearsi solo grazie alla flessibilità dello studio online. La stessa percentuale vale per chi ha genitori con al massimo la licenza media. Numeri che raccontano una popolazione universitaria spesso esclusa o rallentata dai corsi in presenza, e che nel digitale trova finalmente una porta d'accesso all'istruzione superiore.

Conciliare studio, lavoro e famiglia

Le difficoltà di conciliazione emergono con forza tra chi ha responsabilità familiari. Per molti il titolo sarebbe stato irraggiungibile senza la modalità a distanza. I dati parlano chiaro:

  • tra i coniugati con figli, il 55,3% ha potuto laurearsi solo online;

  • per i single con figli, la quota arriva quasi al 52%;

  • la spinta principale all'iscrizione resta non lasciare il lavoro, indicata dal 73,7%.

La formula permette di tenere insieme impegni professionali, vita familiare e libri di testo, senza rinunce.

Soddisfazione e qualità della didattica

Il giudizio complessivo è largamente favorevole. Più di nove laureati su dieci si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti del percorso scelto. L'aspetto più apprezzato è la possibilità di unire studio, lavoro e vita personale, segnalata dall'82,5%. Sul fronte tecnico i numeri sono altrettanto solidi: oltre il 96% trova i materiali online accessibili e le piattaforme intuitive. Il 78,4% valuta positivamente anche strumenti avanzati come intelligenza artificiale, metaverso e laboratori virtuali.

Un ponte tra Nord e Sud

L'ultima istantanea riguarda la geografia. Più della metà dei laureati telematici, il 51,2%, risiedeva nel Mezzogiorno al momento dell'iscrizione. Secondo Censis e United è un segnale preciso: le università telematiche possono ridurre i divari territoriali nell'accesso agli studi. Almeno sulla carta, la distanza fisica dagli atenei smette di essere un ostacolo, e chi vive lontano dai grandi poli universitari ottiene le stesse opportunità di chi risiede in città.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail