Valditara a Fano difende il merito come vero ascensore sociale: ma in piazza scatta la protesta
Valditara a Fano rilancia merito e libertà di parola, mentre in piazza scatta la protesta della Rete per la pace e il disarmo.
La presentazione di un libro si è trasformata in un confronto acceso. Valditara a Fano, ospite di Passaggi Festival e intervistato dal vicedirettore del Resto del Carlino Valerio Baroncini, ha parlato di merito, autorità dei docenti e libertà di parola. Intanto in piazza partiva la contestazione della Rete per la pace e il disarmo, con una cinquantina di persone tra slogan e striscioni contro il ministro dell'Istruzione e del Merito.
Valditara a Fano tra slogan e striscioni
L'incontro con il ministro dell'Istruzione e del Merito è diventato presto un terreno di scontro. In piazza una cinquantina di persone della Rete per la pace e il disarmo Fano-Pesaro ha esposto messaggi contro la presunta militarizzazione della scuola e a favore dell'educazione affettiva e sessuale. Tra gli striscioni anche una finta confezione di «Minestra Valditara con i migliori valori occidentali». Durante il passaggio sulla libertà di parola, il ministro ha replicato più volte: «Questa è intolleranza», ha detto, paragonando il blocco del dialogo agli atteggiamenti dei totalitarismi.
Il merito come ascensore sociale
Nel suo intervento il ministro ha rilanciato i temi centrali della sua azione: merito, responsabilità e alleanza tra scuola e famiglia. Ha raccontato l'episodio di una studentessa che avrebbe risposto a un'insegnante: «Io non riconosco la tua autorità», segno per lui di una crisi educativa. Sulle tracce della Maturità ha spiegato la scelta del tema dedicato alla fatica: «Senza impegno e senza fatica non si ottengono risultati». Il merito, ha ribadito, non è una selezione per pochi ma il vero ascensore sociale, capace di valorizzare i talenti di ciascuno.
Libertà di parola e pluralismo
Il momento più teso è arrivato sul tema del pluralismo. Per il ministro una scuola democratica deve educare al confronto delle idee e non imporre una sola lettura della realtà. Da qui la replica ai contestatori, accusati di non accettare il dissenso: «Chi pensa di dare una versione unica dei fatti indottrina i giovani», ha sostenuto. Il riferimento più duro è arrivato poco dopo: «Gli squadristi facevano esattamente questo: impedivano di parlare ai loro avversari politici», ha dichiarato richiamando il valore della libertà di espressione.
Libri, smartphone e social network
Dal palco il ministro ha riproposto alcuni punti della sua riforma della scuola: la lettura obbligatoria di almeno sei libri nel primo biennio dei licei, lo stop agli smartphone in classe e l'intenzione di vietare i social network ai minori di 15 anni. Sono temi già al centro del dibattito nazionale, collegati alla necessità di educare a un uso consapevole delle tecnologie. Il ministro ha richiamato anche i rischi del dark web e dell'intelligenza artificiale, ribadendo l'idea di una scuola fondata su responsabilità, merito e libertà di pensiero.
La protesta oltre la piazza
La contestazione non si è esaurita davanti al palco. Al termine dell'incontro i manifestanti hanno seguito il ministro fino al ristorante dove ha cenato con il direttivo locale della Lega, proseguendo il presidio all'esterno del locale. La serata era iniziata con un piccolo inciampo notato dal pubblico: parlando dell'Occidente come «cattedrale», Valditara ha citato la «cattedrale di Vitruvio», riferendosi alla Basilica romana di Fano, che però era un edificio civile dell'antica Roma e non un luogo di culto cristiano.
Segui tutti gli aggiornamenti di Scuolalink.it sul canale Telegram