Valutazione scolastica, Novara: 'No alla semplice media dei voti'

Il pedagogista critica il calcolo aritmetico nel percorso educativo e propone un modello incentrato sulla crescita reale degli studenti.

21 gennaio 2026 20:00
Valutazione scolastica, Novara: 'No alla semplice media dei voti' - Daniele Novara
Daniele Novara
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Il dibattito sulla valutazione scolastica si riaccende con l'intervento di Daniele Novara. Il pedagogista, attraverso un'analisi critica, definisce il sistema basato sulla media matematica dei voti come una prassi demotivante, incapace di riflettere il reale percorso di apprendimento e la maturazione degli studenti.

I limiti della media aritmetica nella valutazione scolastica

L'attuale sistema di calcolo dei profitti, spesso automatizzato dai registri elettronici, rischia di trasformarsi in una gabbia burocratica piuttosto che in uno strumento educativo. Nel suo recente intervento, Daniele Novara ha evidenziato come la logica della sommatoria dei voti possa penalizzare gravemente gli alunni, specialmente coloro che incontrano ostacoli iniziali. La matematica applicata rigidamente alla didattica crea paradossi difficili da superare: uno studente di scuola secondaria che incappa in un'insufficienza grave, come un 3, si trova di fronte a una montagna statistica da scalare.

Per ottenere una media sufficiente, sarebbe costretto a performare ben oltre la media, ottenendo un 8 nella prova successiva. Questa dinamica, definita dall'esperto come "catastrofica", non solo ignora le tempistiche naturali dell'apprendimento, ma rischia di abbattere psicologicamente il ragazzo, convincendolo dell'impossibilità del recupero proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di maggiore supporto.

Il progresso come vero indicatore dell'apprendimento

La scuola, nella visione esposta dal pedagogista, non dovrebbe operare come un tribunale che emette sentenze definitive basate su calcoli algebrici, bensì come un laboratorio di crescita. Il cuore della questione risiede nella funzione stessa del voto: deve essere una fotografia statica o la narrazione di un'evoluzione? Secondo Novara, se un alunno inizia un quadrimestre con gravi lacune (voto 3), ma attraverso lo studio e l'impegno riesce a raggiungere la sufficienza piena e poi a consolidarla (arrivando al 7), la valutazione finale deve rispecchiare il punto di arrivo.

Chi vive quotidianamente la realtà delle aule sa che l'apprendimento non è lineare. L'applicazione della media aritmetica "congela" l'errore passato, trascinandolo come una zavorra che inficia i successi successivi. Al contrario, un approccio pedagogico corretto dovrebbe premiare il tragitto compiuto: se lo studente ha colmato le lacune, il voto negativo iniziale non rappresenta più le sue attuali competenze e, pertanto, non dovrebbe pesare sul giudizio finale.

Verso una valutazione evolutiva: la proposta

Per scardinare questo meccanismo che focalizza l'attenzione sugli errori piuttosto che sulle conquiste, Novara propone l'adozione della valutazione evolutiva. Questo paradigma si distacca nettamente dalla valutazione sommativa tradizionale. L'obiettivo è restituire agli studenti il "gusto dell'imparare", eliminando l'ansia da prestazione generata dalla paura che un singolo passo falso possa compromettere mesi di lavoro.

In un contesto educativo moderno, la motivazione è il motore principale del successo scolastico. Un sistema che "sgonfia" l'entusiasmo con medie matematiche punitive rischia di alimentare la dispersione scolastica o il disimpegno passivo. La scuola deve misurare la distanza percorsa dallo studente dal punto di partenza al punto di arrivo, valorizzando il miglioramento come competenza trasversale fondamentale. Solo abbandonando la dittatura della calcolatrice si può tornare a una didattica che mette al centro la persona e il suo potenziale di sviluppo.

Domande Frequenti (FAQ)

Che cos'è la valutazione evolutiva proposta da Daniele Novara? È un metodo di giudizio scolastico che non si basa sulla media aritmetica dei voti, ma osserva e premia il progresso e il miglioramento dello studente nel tempo, valorizzando il punto di arrivo rispetto a quello di partenza.

Perché la media aritmetica dei voti è considerata dannosa? Secondo i pedagogisti, la media matematica penalizza chi parte con difficoltà, rendendo statistica mente arduo il recupero. Inoltre, demotiva lo studente focalizzando l'attenzione sugli errori passati piuttosto che sulle competenze acquisite successivamente.

Qual è la differenza tra valutazione sommativa e formativa/evolutiva? La valutazione sommativa "tira le somme" e giudica il risultato finale come accumulo di dati (media). La valutazione evolutiva (o formativa) considera il voto come uno strumento per guidare l'apprendimento, dando peso al percorso di crescita e ai cambiamenti positivi dell'alunno.

Come influisce il registro elettronico sulla valutazione? I registri elettronici calcolano automaticamente la media dei voti inseriti. Se il docente non interviene con una valutazione critica e pedagogica, questo automatismo rischia di appiattire il giudizio finale su un mero numero, ignorando l'evoluzione reale dello studente.

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