Veneto, piano per i talenti: stage e borse di studio

La Regione lancia una strategia per fermare la fuga di cervelli: incentivi economici per i laureati che restano e nuovi percorsi in azienda.

18 gennaio 2026 16:00
Veneto, piano per i talenti: stage e borse di studio - borse di studio
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Al via a Palazzo Balbi il confronto strategico tra istituzioni e rettori per trattenere i giovani talenti in Veneto. Il piano prevede sussidi mirati, tirocini retribuiti e soluzioni abitative agevolate per arginare l'esodo verso l'estero e le regioni limitrofe.

Strategie contro la fuga di cervelli dagli atenei

L'emorragia di competenze verso i territori vicini, come Lombardia ed Emilia Romagna, o verso i mercati esteri, è divenuta una priorità assoluta nell'agenda politica regionale. Per contrastare questo fenomeno, il 13 gennaio si è tenuto a Palazzo Balbi il primo incontro operativo del "Tavolo università", un vertice istituzionale volto a ridefinire l'attrattività del territorio. A presiedere i lavori è stato il Governatore Alberto Stefani, affiancato dagli assessori all'Istruzione, Valeria Mantovan, e allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci.

La riunione ha visto la partecipazione cruciale dei vertici accademici: erano presenti i rettori Daniela Mapelli (Università di Padova), Chiara Leardini (Verona), Tiziana Lippiello (Ca’ Foscari) e Benno Albrecht (Iuav). L'obiettivo condiviso è trasformare la regione non solo in un luogo di formazione d'eccellenza, ma in un ecosistema capace di garantire un futuro professionale stabile. Stefani ha ribadito la necessità di "scardinare l'idea che qui si venga solo a studiare", puntando su una narrazione che valorizzi le reali opportunità di carriera e il work-life balance.

Il modello ITS e l'integrazione tra Università e Lavoro

Il cuore economico della manovra risiede nella creazione di un ponte diretto tra aule accademiche e tessuto produttivo. L'Assessore Massimo Bitonci ha delineato un percorso che mutua l'approccio pragmatico delle Its Academy, proponendo l'introduzione di stage e tirocini curriculari sin dalle prime fasi del percorso di studi, e non più limitati al periodo pre-laurea. Tali esperienze in azienda dovranno essere riconosciute tramite crediti formativi e supportate da incentivi regionali.

I settori chiave individuati per questa sinergia includono ambiti ad alta innovazione:

  • Space economy;

  • Bioeconomy e Smart health;

  • Agrifood;

  • Le 22 Reti Innovative Regionali (Rir).

L'intento è avviare una co-progettazione obbligatoria tra atenei e imprese, facilitando l'ingresso immediato degli studenti nel mondo del lavoro e garantendo, al contempo, stipendi adeguati e prospettive di crescita concrete.

Nuovi alloggi e borse di studio di prossimità

Per rendere strutturale la permanenza dei laureati, il piano regionale introduce strumenti di welfare e sostegno economico inediti. Tra le novità più rilevanti spiccano le borse di studio di prossimità, contributi finanziari vincolati alla scelta del beneficiario di stabilire la propria attività lavorativa in Veneto dopo il conseguimento del titolo. Parallelamente, si interverrà sull'emergenza abitativa: sono stati stanziati 50 milioni di euro di fondi europei destinati al potenziamento degli alloggi per studenti e giovani lavoratori, un nodo cruciale per la competitività territoriale.

Le misure discusse includono anche iniziative di coinvolgimento diretto della popolazione studentesca:

  1. Istituzione di un Consiglio regionale degli studenti per favorire il dialogo istituzionale.

  2. Organizzazione di un Summer Camp dedicato a formazione avanzata e orientamento su temi come l'Intelligenza Artificiale.

A breve, il tavolo verrà riconvocato con l'inclusione degli ESU (Aziende Regionali per il Diritto allo Studio), per definire i dettagli logistici di un piano che mira a "unire i puntini tra eccellenza formativa e opportunità occupazionale".

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