Verona, maltrattamenti in asilo nido: 5 maestre interdette e struttura sequestrata

Carabinieri svelano abusi su minori 0-3 anni: video documentano punizioni corporali e violazioni igieniche nella struttura privata del centro.

11 febbraio 2026 18:50
Verona, maltrattamenti in asilo nido: 5 maestre interdette e struttura sequestrata - Violenza sui bambini
Violenza sui bambini
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Cinque educatrici di una struttura privata sono state raggiunte da misure cautelari per presunti maltrattamenti in asilo nido a Verona. Le telecamere installate dagli inquirenti hanno registrato mesi di vessazioni fisiche e psicologiche ai danni di bambini piccolissimi, portando alla chiusura immediata del centro.

L'indagine della Procura sui maltrattamenti all'asilo nido di Verona

Un quadro probatorio inquietante emerge dall'operazione condotta dai Carabinieri di Verona, coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha portato alla luce una serie sistematica di abusi all'interno di una struttura educativa privata situata nel cuore della città scaligera. L'inchiesta, avviata nel mese di dicembre, si è avvalsa di sofisticate tecniche di intercettazione ambientale audio e video, strumenti ormai indispensabili in ambito giudiziario per cristallizzare le prove in contesti delicati come quelli scolastici. Al termine degli accertamenti preliminari, l'autorità giudiziaria ha emesso un'ordinanza di misura interdittiva della durata di un anno nei confronti di cinque maestre, ritenute responsabili a vario titolo di condotte violente e omissive. Contestualmente, per impedire la reiterazione dei reati, è stato disposto il sequestro preventivo dell'immobile, sigillando di fatto l'attività.

Le evidenze video: coercizione fisica e gravi negligenze igieniche

L'analisi dei filmati raccolti dagli investigatori restituisce una quotidianità fatta di sopraffazione anziché di accudimento. Le registrazioni documentano episodi in cui i minori, di età compresa tra i nove mesi e i tre anni, venivano sottoposti a punizioni corporali umilianti. Oltre a strattonamenti, tirate di capelli e schiaffi, le immagini mostrano bambini legati alle sedie per limitarne i movimenti, una pratica coercitiva che configura gravi profili di maltrattamento.

Particolarmente allarmante risulta l'utilizzo di uno sgabuzzino buio come luogo di punizione e isolamento, dove alcuni piccoli venivano confinati per "calmarsi". La violenza non era solo attiva ma anche passiva: le indagini hanno evidenziato una sistematica violazione delle norme igieniche. I bambini venivano spesso lasciati per lunghi periodi con gli indumenti sporchi dei propri bisogni fisiologici, ignorando le loro necessità primarie. In un episodio specifico, la telecamera ha ripreso un'educatrice lanciare delle sedie contro il muro in un impeto d'ira, per poi forzare un ciuccio nella bocca di una bambina terrorizzata, inibendone il pianto.

Il ruolo delle famiglie e la collaborazione con la Giustizia

La notifica dei provvedimenti ha scosso profondamente la comunità locale. Le cinque indagate sono state sospese dall'esercizio della professione, una mossa tattica della Procura di Verona volta a tutelare l'incolumità dei minori in attesa del processo. Il Procuratore Raffaele Tito, figura centrale in questa inchiesta, ha sottolineato la necessità di approfondire ulteriormente il quadro accusatorio attraverso le testimonianze dirette delle famiglie. In una nota ufficiale, la Procura si è messa a disposizione dei genitori, invitandoli a collaborare per ricostruire la verità processuale e accertare l'esatta estensione dei danni psicofisici subiti dalle piccole vittime. Questa fase successiva sarà cruciale per trasformare le evidenze video in capi d'accusa definitivi in sede dibattimentale.

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