Vincenzo Schettini: tutta la verità sulla polemica dei voti e della didattica digitale
Il docente Vincenzo Schettini chiarisce a Radio24 i dubbi sulla didattica digitale e smentisce lo scambio tra visualizzazioni e voti.
Il caso che vede protagonista Vincenzo Schettini ha riacceso il dibattito sui confini della didattica digitale moderna. Intervenuto ai microfoni di Radio24, il noto divulgatore ha precisato che ogni riconoscimento scolastico è sempre derivato dall'effettivo studio degli alunni, respingendo le accuse di aver scambiato visualizzazioni con profitti sul registro.
Il chiarimento di Vincenzo Schettini sulla valutazione
Durante la trasmissione Melog, l'ideatore di "La Fisica che ci piace" ha spiegato che il "voto in più" non era un premio per la semplice presenza online. Si trattava invece di un riconoscimento per attività integrative, come esercizi aggiuntivi e progetti di approfondimento, una pratica già utilizzata nella sua carriera ben prima del successo sul web.
Per quanto riguarda la gestione dei contenuti, Vincenzo Schettini ha sottolineato di aver sempre tutelato la privacy dei minori. Le riprese effettuate in classe avevano lo scopo di aiutare gli studenti assenti a recuperare le lezioni e inquadravano esclusivamente il docente.
Genesi e obiettivi della didattica digitale
L'approccio innovativo del professore è nato circa dieci anni fa dall'osservazione dei comportamenti degli adolescenti. Notando il tempo trascorso dai giovani sulle piattaforme di streaming, Schettini ha deciso di occupare quegli stessi spazi per proporre contenuti scientifici e culturali.
L'obiettivo era trasformare i luoghi digitali in opportunità di apprendimento, rendendo la fisica un argomento accessibile non solo agli studenti, ma a un pubblico trasversale che include adulti e famiglie.
Trasparenza economica e gestione contrattuale
Sul tema dei guadagni, il docente ha chiarito che nelle fasi iniziali del progetto la monetizzazione era pressoché nulla. Ha inoltre evidenziato che la sua attività è regolata da un contratto di part-time verticale attivo dal 2020. Questa formula:
Prevede la presenza in aula solo il lunedì e il martedì.
Comporta una riduzione proporzionale dello stipendio statale.
È stata regolarmente autorizzata dalla dirigenza scolastica.
In chiusura, Schettini ha espresso profondo rammarico per l'uso improprio di alcuni termini in passato, scusandosi per aver utilizzato espressioni che potevano suggerire una coercizione degli studenti, ribadendo la totale buona fede del suo operato.