Voto di comportamento pari a 6: cosa cambia negli Istituti Professionali

Voto di comportamento pari a 6 negli Istituti Professionali: chiarite le conseguenze sugli scrutini e il valore educativo della cittadinanza attiva.

A cura di Redazione Redazione
10 giugno 2026 20:04
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Il voto di comportamento pari a 6 richiama responsabilità, cittadinanza attiva e crescita educativa negli Istituti Professionali.

Voto di comportamento pari a 6 negli Istituti Professionali: richiamato il valore educativo della responsabilità e della cittadinanza attiva

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), a seguito delle numerose richieste di chiarimento pervenute da dirigenti scolastici, docenti e componenti dei consigli di classe in merito alla gestione degli scrutini finali nelle classi prime degli Istituti Professionali, ritiene opportuno intervenire sul tema della valutazione del comportamento pari a sei decimi e delle relative conseguenze ai fini dell'ammissione alla classe successiva.

Le recenti indicazioni ministeriali hanno chiarito che la disciplina introdotta dal DPR n. 135/2025 trova applicazione anche nei percorsi dell'istruzione professionale, compreso il primo anno del biennio unitario. Pertanto, il conseguimento di un voto di comportamento pari a 6/10 comporta la sospensione del giudizio finale, con l'assegnazione allo studente di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, da sviluppare in relazione alle motivazioni che hanno determinato tale valutazione. La mancata presentazione dell'elaborato o il suo esito negativo determinano la non ammissione alla classe successiva.

Particolarmente significativo appare il chiarimento ministeriale secondo cui la revisione del Piano Formativo Individuale (PFI), prevista per il recupero delle carenze negli apprendimenti disciplinari nel primo biennio degli Istituti Professionali, non può sostituire né assorbire la procedura prevista per il voto di comportamento pari a sei decimi. Le due fattispecie rispondono infatti a finalità pedagogiche differenti e restano giuridicamente distinte.

Il CNDDU ritiene che tale distinzione meriti una riflessione più ampia. La scuola contemporanea è chiamata a promuovere non soltanto competenze tecnico-professionali, ma anche la formazione integrale della persona e del cittadino. In questa prospettiva, il comportamento non può essere interpretato esclusivamente come rispetto formale delle regole, bensì come manifestazione concreta della capacità di vivere responsabilmente all'interno della comunità scolastica, riconoscendo la dignità dell'altro, il valore della partecipazione democratica e il significato dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione.

L'elaborato richiesto dalla normativa non dovrebbe pertanto essere considerato una mera incombenza burocratica o una misura sanzionatoria aggiuntiva. Al contrario, esso può trasformarsi in una preziosa occasione educativa, finalizzata a favorire processi di consapevolezza, autoriflessione e crescita civica. La cittadinanza attiva e solidale, richiamata dal legislatore, rappresenta infatti uno degli assi portanti dell'educazione ai diritti umani e della costruzione di una cultura della responsabilità.

Il Coordinamento sottolinea inoltre la necessità che le istituzioni scolastiche definiscano procedure trasparenti, criteri valutativi chiari e percorsi di accompagnamento realmente formativi, affinché la valutazione del comportamento mantenga una funzione educativa e non si riduca a un meccanismo esclusivamente selettivo. L'obiettivo deve essere quello di aiutare gli studenti a comprendere le conseguenze delle proprie azioni e a maturare competenze relazionali, etiche e sociali indispensabili per la vita democratica.

In un'epoca caratterizzata da crescenti fenomeni di disagio giovanile, fragilità relazionali e crisi del senso di appartenenza alle comunità educanti, la scuola è chiamata a coniugare rigore e inclusione, responsabilità e accompagnamento. È in questo equilibrio che si misura l'efficacia autentica dell'azione educativa.

Il CNDDU auspica che la riflessione sul voto di comportamento possa diventare occasione per rilanciare, in tutte le istituzioni scolastiche, percorsi strutturati di educazione ai diritti umani, alla cittadinanza democratica e alla responsabilità sociale, affinché ogni valutazione sia sempre orientata alla crescita della persona e alla costruzione di comunità scolastiche fondate sul rispetto reciproco, sulla solidarietà e sulla partecipazione consapevole.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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