Accise mobili e caro benzina: come funziona il nuovo intervento governativo

Il meccanismo delle accise mobili mira a contenere i rincari dei carburanti sfruttando l'extra gettito Iva per sterilizzare i prezzi.

08 marzo 2026 16:30
Accise mobili e caro benzina: come funziona il nuovo intervento governativo -
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L'attivazione delle accise mobili rappresenta la strategia principale per mitigare l'aumento del prezzo della benzina causato dalle tensioni internazionali. Questo strumento permette un taglio accise proporzionale ai maggiori introiti fiscali derivanti dall'inflazione energetica, garantendo una maggiore stabilità economica per i cittadini.

Il funzionamento delle accise mobili

Il governo intende intervenire sulla tassazione dei carburanti per rispondere all'impennata dei costi alla pompa, recentemente influenzati dallo scenario geopolitico in Medio Oriente. La procedura, già delineata nel 2023, prevede l'utilizzo del cosiddetto "extragettito Iva". Quando il valore del petrolio sale, lo Stato incassa una quota maggiore di imposta sul valore aggiunto; tali risorse vengono quindi dirottate per ridurre la componente fissa delle accise, neutralizzando di fatto l'aumento per il consumatore finale.

La normativa attuale, che aggiorna una precedente disposizione del 2007, stabilisce criteri precisi per l'intervento:

  • Monitoraggio del bimestre: l'aumento deve essere rilevato sulla media dei due mesi precedenti rispetto ai valori indicati nel Documento di economia e finanza (Def).

  • Riferimento al Brent: il prezzo del greggio internazionale deve superare stabilmente le soglie prefissate (attualmente il mercato scambia sopra i 90 dollari, contro i 66,1 indicati nel Def).

  • Provvedimento interministeriale: la decisione operativa spetta al Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.

Le misure contro la speculazione energetica

Oltre all'applicazione delle accise mobili, l'esecutivo ha attivato task force specifiche per monitorare l'andamento dei listini. L'obiettivo è colpire eventuali fenomeni speculativi che potrebbero gonfiare artificialmente il prezzo della benzina approfittando dell'incertezza globale.

Il Ministero delle imprese e del made in Italy, insieme alla Guardia di Finanza e al Garante per la sorveglianza dei prezzi, sta verificando i margini di profitto lungo tutta la filiera. Si sospetta, infatti, che alcuni rincari non siano direttamente collegati ai costi di approvvigionamento, ma derivino da manovre speculative a monte della distribuzione finale.

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