Allarme Deepfake: il Garante della Privacy fissa i nuovi paletti
Il nuovo richiamo del Garante segnala i pericoli dei Deepfake con dati personali derivanti dall'uso non autorizzato di voce e immagini tramite l'IA.
Il Garante ha emesso un avvertimento sull'uso dei deepfake generati dall'intelligenza artificiale. Si rischiano sanzioni per l'abuso di dati personali come voce e immagini di terzi senza il necessario consenso.
L'intervento dell'Autorità sui contenuti manipolati
L’Autorità per la protezione dei dati personali ha diffuso un richiamo ufficiale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, rivolto a chi impiega servizi tecnologici capaci di manipolare la realtà. Questi strumenti permettono di generare audio, foto e video utilizzando sembianze o voci reali, sollevando serie preoccupazioni sulla tutela della sfera privata dei cittadini coinvolti involontariamente.
L'utilizzo non autorizzato di materiale multimediale può attribuire falsamente pensieri o azioni a una persona, violando gravemente la sua libertà decisionale. Tali elementi costituiscono dati personali a tutti gli effetti e, qualora utilizzati per l'identificazione univoca, possono rientrare nella categoria dei dati biometrici, richiedendo tutele ancora più stringenti.
I rischi concreti dei deepfake
Il documento sottolinea come il trattamento di questi dati avvenga spesso all'insaputa degli interessati, esponendoli a minacce significative per la propria reputazione e sicurezza. I pericoli principali evidenziati nel provvedimento includono:
Possibile furto d’identità o casi di sostituzione di persona.
Rischi concreti di frodi finanziarie e truffe online.
Diffamazione e danni all'immagine sociale o professionale.
Discriminazioni basate su contenuti artefatti.
Obblighi legali e sanzioni
Chi sfrutta queste tecnologie, sia come fornitore che come utente finale, deve rispettare precisi requisiti legali garantendo trasparenza e possedendo una base giuridica valida. La mancata osservanza delle norme del Regolamento UE, in particolare riguardo l'informativa agli interessati, può comportare provvedimenti sanzionatori a carico dei responsabili del trattamento.
L'obiettivo dell'avvertimento è prevenire l'uso illecito di contenuti sintetici in ambiti giuridicamente rilevanti. Il Garante mira ad accrescere la consapevolezza collettiva sui rischi connessi alle nuove tecnologie, richiamando alla prudenza e al rispetto della normativa vigente sulla privacy.