Allarme farmaci salvavita, introvabili: a rischio bambini ed epilettici

L'emergenza sanitaria colpisce i più fragili: mancano medicinali essenziali e le famiglie chiedono interventi immediati alle istituzioni.

11 gennaio 2026 19:55
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L'Italia sta affrontando una critica carenza farmaci salvavita che mette a dura prova la continuità terapeutica di migliaia di pazienti. Dagli antiepilettici agli antibiotici, l'irreperibilità di medicinali essenziali ha generato un forte allarme sociale, spingendo le associazioni a sollecitare misure urgenti per tutelare il diritto alla salute, in particolare quello pediatrico.

Drammatica irreperibilità di cure per l'epilessia

La difficoltà nel reperire presidi terapeutici fondamentali è diventata una realtà quotidiana angosciante per molte famiglie italiane. La denuncia arriva forte e chiara da Marco Macri, presidente dell'associazione Genova Inclusiva e padre di un bambino affetto da epilessia, il quale ha descritto uno scenario drammatico in cui la ricerca di prodotti per l'asma, per disturbi emolitici e, soprattutto, farmaci antiepilettici si trasforma in un'odissea. L'attivista ha riferito di un'interlocuzione diretta con l'azienda produttrice del Depakin, farmaco prescritto al figlio, ricevendo rassicurazioni parziali su un possibile sblocco delle forniture dopo la metà di gennaio. Tuttavia, la proposta di inviare il medicinale specificamente alla farmacia dell'interessato è stata accolta con sdegno da Macri, che rivendica una soluzione sistemica e non un privilegio individuale: l'accesso alle cure deve essere garantito uniformemente a tutti i cittadini, senza la necessità di solleciti personali.

Cronaca di un'emergenza annunciata e richieste alle istituzioni

Il problema non riguarda casi isolati, ma coinvolge una vasta platea di soggetti vulnerabili. In Italia, decine di migliaia di minori convivono con l'epilessia, condizione spesso in comorbidità con l'autismo, rendendo la disabilità un fronte caldo che non ammette interruzioni nelle terapie. Secondo quanto evidenziato dalle associazioni, l'attuale crisi non è un fulmine a ciel sereno ma l'esito di una catena di negligenze monitorabili: già da ottobre risultavano le prime avvisaglie nelle liste di indisponibilità, culminate a gennaio con scaffali vuoti. Per fronteggiare questa situazione, le famiglie avanzano richieste precise:

  • Immediato ripristino delle scorte dei medicinali carenti.

  • Procedure snelle per l'importazione e la sostituzione terapeutica.

  • Totale trasparenza sulle tempistiche di rientro delle forniture.

  • Attivazione di un canale istituzionale diretto per le segnalazioni.

I numeri della crisi: i dati AIFA sulla carenza farmaci

Analizzando il quadro statistico fornito dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la situazione appare complessa e sfaccettata. Stando agli aggiornamenti del 4 novembre, sono circa 2.760 i medicinali difficili da reperire ma per i quali sussistono alternative terapeutiche equivalenti. Ben più preoccupante è il dato relativo a 604 prodotti privi di alternative sul mercato, la cui assenza è imputabile a molteplici fattori: cessazione della commercializzazione, intoppi nelle linee produttive, picchi imprevisti della domanda o scarsità di materie prime. Se si considerano anche le categorie soggette a importazione straordinaria o a blocco dell'export per tutelare il fabbisogno nazionale, il totale dei farmaci carenti sfonderà quota 4.000 unità, delineando un quadro di profonda instabilità distributiva.

Lo scenario europeo e le prospettive per il 2026

L'emergenza travalica i confini nazionali, inserendosi in un contesto di difficoltà continentale. Un'indagine condotta dal PGEU (l'associazione europea dei farmacisti) tra fine 2024 e inizio 2025 ha rilevato criticità in tutti i 28 Paesi monitorati, causate prevalentemente da interruzioni della filiera produttiva (68%) e politiche di prezzo (54%). In risposta, l'EMA ha lanciato una piattaforma digitale per obbligare le case farmaceutiche a una segnalazione tempestiva delle carenze. Tuttavia, guardando all'elenco AIFA aggiornato al 9 gennaio 2026, le prospettive restano tese: oltre ai salvavita, si registra la mancanza di numerosi antibiotici e prodotti per patologie stagionali come influenza e mal di gola. Anche per i medicinali di uso comune, dove spesso esistono gli equivalenti, i cittadini si scontrano con una disponibilità a macchia di leopardo.

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