Aspettativa personale scolastico: impatto su stipendio e carriera
Analisi delle decurtazioni economiche, giuridiche e di punteggio per docenti e ATA che sospendono il proprio servizio per aspettativa.
La richiesta di aspettativa personale scolastico garantisce la conservazione del posto ma comporta pesanti rinunce. Dallo stop retributivo al blocco dell’anzianità, esaminiamo le conseguenze per docenti e ATA.
Conseguenze economiche dell'aspettativa nel comparto scuola
La decisione di avvalersi di un periodo di aspettativa non retribuita – sia essa per motivi familiari, di studio o per intraprendere un’altra esperienza lavorativa – genera un’immediata interruzione del flusso finanziario nel cedolino. Oltre alla ovvia sospensione della retribuzione mensile, il dipendente subisce un danno "invisibile" ma sostanziale: il congelamento dei contributi previdenziali. Questo vuoto contributivo, se non sanato tramite costosi riscatti, allontana l'orizzonte pensionistico. Inoltre, il periodo di assenza è considerato tempo nullo ai fini della ricostruzione di carriera: l'orologio dell'anzianità di servizio si ferma, ritardando il passaggio al gradone stipendiale successivo. Parallelamente, non matura alcuna quota del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) né si accumulano ratei per la tredicesima mensilità, che sarà decurtata in proporzione ai mesi di assenza.
Effetti giuridici e riduzione di ferie e festività
Sotto il profilo strettamente giuridico, la sospensione del rapporto di lavoro incide negativamente sui diritti accessori del personale docente e ATA. Le segreterie scolastiche, in fase di conteggio, devono operare una riduzione proporzionale delle ferie maturate: per ogni mese (o frazione superiore a 15 giorni) di aspettativa, il monte giorni di ferie spettanti viene decurtato. Lo stesso meccanismo si applica al calcolo delle festività soppresse, riducendo di fatto i giorni di riposo retribuito fruibili al rientro. È fondamentale comprendere che, agli occhi dell'amministrazione, il dipendente in aspettativa è giuridicamente "assente", rendendo quel lasso di tempo inesistente per qualsiasi beneficio legato alla presenza in servizio.
Rischi per la mobilità e le graduatorie interne
L'aspetto forse più critico per la stabilità lavorativa futura riguarda l'impatto sul punteggio di servizio. Un anno trascorso in aspettativa per motivi personali o di lavoro equivale a zero punti nelle graduatorie interne d'istituto. Questo stallo può rivelarsi fatale in contesti di organico saturo: chi non aggiorna il proprio punteggio rischia di scivolare in coda alla graduatoria, aumentando esponenzialmente la probabilità di essere dichiarato soprannumerario in caso di contrazione delle cattedre o dei posti ATA. Analogamente, il servizio non prestato non è valutabile nelle domande di mobilità territoriale o professionale, né nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per altre classi di concorso, indebolendo la posizione del dipendente rispetto ai colleghi in servizio attivo. L'unica certezza che permane è la titolarità della sede, a patto che non si perda il posto per contrazione d'organico.