Assegno Unico 2026: aumenti e arretrati, ecco le date dei pagamenti

Scatta la rivalutazione ISTAT dell’1,4% ma il conguaglio di gennaio slitta a marzo: importi aggiornati e nuove fasce di reddito operative da subito.

10 febbraio 2026 17:00
Assegno Unico 2026: aumenti e arretrati, ecco le date dei pagamenti - Assegno Unico e Universale con figli a carico
Assegno Unico e Universale con figli a carico
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Con la rivalutazione dell’1,4%, l’Assegno Unico 2026 si adegua al costo della vita. L’INPS aggiorna la rata di febbraio con i nuovi importi, rinviando però il pagamento degli arretrati di gennaio al cedolino del mese successivo per tempi tecnici.

Il meccanismo dell'Assegno Unico 2026: pagamenti e conguagli differiti

L’aggiornamento annuale delle prestazioni a sostegno della genitorialità quest’anno segue un iter a due velocità, dettato dalle tempistiche di calcolo dell'inflazione. Secondo quanto stabilito dalla Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, le famiglie beneficiarie noteranno una discrepanza temporale nell'accredito delle somme spettanti. Il meccanismo prevede che la rata di febbraio, in pagamento tra il 19 e il 20 del mese, includa già l'adeguamento strutturale dell'1,4% sulla quota base. Tuttavia, la quota relativa alla differenza non percepita nel mese di gennaio — erogata con i vecchi parametri 2025 — non sarà inclusa immediatamente.

L'istituto di previdenza ha programmato il recupero di queste somme, tecnicamente definite arretrati, esclusivamente con il cedolino di marzo (previsto tra il 19 e il 20). Si configura dunque un "aumento spezzato": febbraio porta l'importo aggiornato a regime, mentre marzo diventa il mese del conguaglio definitivo, sanando il pregresso di inizio anno.

Rivalutazione delle soglie ISEE e nuovi importi massimi

L'impatto dell'indice ISTAT non si limita alla cifra erogata mensilmente, ma ridefinisce al rialzo anche le fasce patrimoniali, estendendo la platea di chi può accedere agli importi più alti. Per l'Assegno Unico 2026, la soglia ISEE per ottenere il massimo del sussidio sale a 17.468,51 euro. In questa fascia, l'importo per ogni figlio minore raggiunge ora i 203,80 euro, contro i precedenti 201 euro.

Anche le quote per i figli maggiorenni (fino a 21 anni) e le maggiorazioni subiscono lo stesso trattamento incrementale. Ad esempio, il bonus per i nuclei numerosi (quattro o più figli) tocca i 150 euro, mentre il supporto per i figli non autosufficienti si attesta a 122,30 euro. Al contrario, per i redditi superiori alla soglia massima, ora fissata oltre i 46.582,71 euro, l'assegno base scende alla quota minima di 58,30 euro. Questo scivolamento delle fasce garantisce una maggiore tutela del potere d'acquisto, evitando che piccoli incrementi di reddito nominale causino la perdita di benefici sostanziali.

Scadenza DSU e rischio taglio: cosa fare entro il 28 febbraio

Nonostante l'automatismo degli aumenti legati all'inflazione, il corretto calcolo dell'assegno resta vincolato alla presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Le famiglie hanno tempo tassativamente fino al 28 febbraio per rinnovare l'ISEE 2026. Il mancato rispetto di questa scadenza amministrativa comporta conseguenze economiche immediate: a partire dalla mensilità di marzo, l'INPS erogherà d'ufficio l'importo minimo previsto (58,30 euro), indipendentemente dalla reale situazione economica del nucleo.

È fondamentale sottolineare che la situazione è reversibile, ma non senza disagi temporanei. Chi dovesse presentare l'ISEE in ritardo, ma comunque entro il 30 giugno 2026, avrà diritto al ricalcolo delle mensilità e alla ricezione degli arretrati spettanti a partire da marzo. Dopo tale data, invece, si perderà definitivamente il diritto alle quote piene per i mesi scoperti, ottenendo l'importo corretto solo dal mese di presentazione in poi.

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