Algoritmo GPS supplenze: addio errori, il Ministero cambia le regole nel 2026

Dopo la sentenza del Tribunale di Genova ottenuta da Anief, il sistema di assegnazione delle cattedre verrà modificato per rispettare il merito.

08 febbraio 2026 19:50
Algoritmo GPS supplenze: addio errori, il Ministero cambia le regole nel 2026 - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Una svolta cruciale per il precariato: il Tribunale di Genova ha sancito l'illegittimità del vecchio funzionamento dell'algoritmo GPS. In seguito alle pressioni del sindacato Anief, il Ministero dell'Istruzione correggerà la procedura di nomina delle supplenze garantendo il rispetto del punteggio già dal prossimo aggiornamento.

La sentenza di Genova e il fallimento del vecchio sistema

Per anni, il reclutamento dei docenti precari attraverso le Graduatorie provinciali per le supplenze è stato viziato da un errore tecnico sistemico, fonte di numerose controversie legali. Il cuore del problema risiedeva nella logica di funzionamento del software ministeriale: una volta che l'algoritmo GPS processava un candidato in un determinato turno di nomina, considerava quella posizione "evasa" definitivamente. Se il docente non otteneva l'incarico in quella specifica tornata — magari perché le sedi rimaste non erano tra le sue preferenze — veniva escluso dai turni successivi, anche se in seguito si liberavano cattedre perfettamente compatibili con le sue richieste.

Questa distorsione ha creato un paradosso meritocratico denunciato a più riprese: docenti con punteggi elevati rimanevano disoccupati, mentre colleghi con punteggi inferiori, analizzati in turni successivi quando nuove disponibilità emergevano, ottenevano la cattedra. La recente pronuncia dei giudici liguri, che segue l'orientamento già espresso dal Tribunale di Torino, certifica che tale modus operandi ha generato una discriminazione illegittima, violando il diritto di precedenza basato sul merito e sull'anzianità di servizio accumulata.

Come cambia l'algoritmo GPS con l'aggiornamento 2026

La battaglia legale condotta da Anief ha portato a un risultato tangibile che modificherà l'assetto delle nomine a partire dal prossimo anno scolastico. Come illustrato da Chiara Cozzetto, segretaria generale del sindacato, l'amministrazione centrale ha recepito la necessità di una revisione profonda del codice informatico. La novità sostanziale, che sarà integrata nella prossima ordinanza ministeriale, prevede l'introduzione del "ripescaggio": il sistema non scarterà più definitivamente chi non ottiene una supplenza al primo turno.

Nello specifico, la nuova procedura impone che, qualora un aspirante non venga soddisfatto in una fase di convocazione, il suo nominativo rientri in gioco nelle tornate successive. Questo significa che se si rendono disponibili nuove disponibilità (le cosiddette sopravvenienze), il software dovrà ripartire dall'alto della graduatoria, verificando la disponibilità degli aspiranti con punteggio maggiore prima di scorrere verso il basso. Questa modifica tecnica allinea finalmente la procedura informatica ai principi costituzionali di buon andamento della Pubblica Amministrazione.

Le ripercussioni sulle nuove Graduatorie Provinciali

L'annuncio arriva in un momento strategico, proprio alla vigilia della riapertura della "finestra" temporale di 20 giorni prevista per l'aggiornamento delle liste, fondamentali per la costituzione delle graduatorie valide per il prossimo biennio. Per migliaia di insegnanti precari, la correzione dell'algoritmo GPS rappresenta la fine dell'incubo di vedersi scavalcati da candidati con minore esperienza solo a causa di un meccanismo cieco rispetto alle reali disponibilità delle scuole.

L'intervento correttivo del Ministero dell'Istruzione non è solo un adeguamento tecnico, ma un atto dovuto per disinnescare l'enorme contenzioso seriale che ha intasato i tribunali del lavoro negli ultimi anni. Rristabilire il primato del punteggio significa restituire trasparenza a un sistema che gestisce centinaia di migliaia di contratti a tempo determinato ogni anno, garantendo che la cattedra vada effettivamente a chi ne ha più diritto secondo le regole concorsuali stabilite.

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