Assunzioni docenti di religione: le richieste di Anief al decreto Milleproroghe

Il punto sulle novità del decreto Milleproroghe per le immissioni in ruolo dei docenti di religione e le battaglie di Anief.

28 febbraio 2026 12:00
Assunzioni docenti di religione: le richieste di Anief al decreto Milleproroghe - Insegnanti di Religione
Insegnanti di Religione
Condividi

L’attuazione del decreto Milleproroghe apporta cambiamenti rilevanti per la gestione del personale scolastico, focalizzandosi sulle assunzioni dei docenti di religione. Questa norma assicura che le procedure di immissione in ruolo già autorizzate restino valide fino all'anno scolastico 2026/2027, promuovendo la stabilizzazione precari nel settore dell'insegnamento.

Estensione delle graduatorie e decreto Milleproroghe

Il provvedimento legislativo non configura un nuovo piano straordinario, ma rappresenta una proroga tecnica fondamentale. L'obiettivo è permettere il completamento delle immissioni in ruolo già programmate, evitando che le autorizzazioni decadano alla fine dell'anno scolastico corrente.

Questa misura garantisce una maggiore continuità didattica e professionale, permettendo ai docenti coinvolti di vedere finalizzato il proprio percorso di inserimento a tempo indeterminato nei tempi previsti dalla nuova scadenza.

Le proposte di Anief per i docenti di religione

Il sindacato Anief, attraverso i propri referenti nazionali, ha espresso una posizione chiara durante l'iter parlamentare. Sebbene il decreto sia un passo avanti, non risolve le problematiche strutturali che affliggono la categoria. Tra le richieste principali emergono:

  • L'istituzione di una sezione contrattuale specifica per l'IRC.

  • La corretta valutazione dei periodi di servizio per la ricostruzione di carriera.

  • Il ripristino pieno delle funzioni di vicepresidenza per questi insegnanti.

Criticità della legge 186/2003 e vincolo del 70%

Uno dei nodi centrali del dibattito riguarda il superamento del limite del 70% per le immissioni in ruolo, stabilito oltre vent'anni fa. La crescita del precariato storico, con professionisti che vantano oltre due decenni di servizio, rende necessaria una revisione delle percentuali di stabilizzazione.

Il sindacato intende promuovere un confronto diretto con le istituzioni e la Conferenza Episcopale Italiana per tutelare l'organico. È prioritario contrastare la perdita di cattedre dovuta alla denatalità, assicurando che ogni uscita dal servizio venga compensata da una nuova assunzione per mantenere l'equilibrio del sistema.

Il futuro della categoria sarà al centro di una giornata di studio prevista per il 13 marzo a Siena, focalizzata proprio sulla piena stabilizzazione dei docenti italiani.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail