Bocciatura per condotta: il Consiglio di Stato conferma la decisione del CdC
Bocciatura per condotta confermata dal Consiglio di Stato: decisive le annotazioni condivise con la madre e il certificato medico arrivato in ritardo.
La bocciatura per condotta di una studentessa di prima media è stata confermata dal Consiglio di Stato. La sentenza n. 4955/2026 respinge il ricorso della madre e considera legittimo il voto di comportamento di cinque decimi. Per i giudici, la scuola aveva registrato i fatti, parlato con la famiglia e proposto supporti durante l’anno.
Bocciatura per condotta: gli elementi valutati
Il caso parte dallo scrutinio del 5 giugno 2025. L’alunna aveva insufficienze in cinque materie e un voto di comportamento pari a cinque. Il Consiglio di classe ha deciso la non ammissione, confermata il 9 settembre dopo il riesame del Tar Veneto. La bocciatura per condotta si basava su un “quadro esteso e complesso di contestazioni, annotazioni, rilievi”, “ripetutamente condivisi con la famiglia”. La scuola "ha fatto bene": "Avevano avvertito la famiglia in più occasioni".
Annotazioni disciplinari; comunicate alla madre.
Tutoraggio individuale; svolto in orario scolastico.
Certificazione medica e supporti proposti
La famiglia ha presentato una relazione del 30 giugno 2025 sulla misofonia, collegando il disturbo alle difficoltà in classe. Il documento è arrivato a lezioni concluse. Il Consiglio di Stato ha precisato che la relazione “non è mai stata depositata né portata a conoscenza dell’Istituto se non dopo il 30 giugno 2025, alla conclusione dell’anno scolastico”. La scuola non poteva attivare un Piano didattico personalizzato. L’istituto aveva proposto psicologo, laboratorio creativo e sostegno individuale, ma la famiglia non aveva seguito subito l’invito a rivolgersi a uno specialista.
Perché il voto di comportamento è decisivo
Il Collegio ha giudicato “non irragionevole” la decisione del Consiglio di classe. Quando la non ammissione ha più motivi autonomi, basta che uno sia valido per sostenere l’atto. Ritenuto corretto il voto di comportamento, è diventato “superfluo l’esame delle doglianze riferite alla valutazione degli apprendimenti”. I giudici hanno richiamato il confronto tra scuola e madre, descritto come “interloquendo di propria iniziativa e in più occasioni con la madre sul comportamento dell’alunna”. La bocciatura per condotta resta valida: era fondata su documenti, comunicazioni e valutazioni collegiali.
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