Carta del docente in arrivo: l'opinione di Anief sui rischi di ulteriori riduzioni del bonus
Le novità sulla Carta del docente per i precari della scuola e il possibile inserimento del personale ATA richiedono nuovi fondi.
L'estensione della Carta del docente ai precari della scuola ha riacceso il confronto sulla sostenibilità economica della misura. Senza un incremento degli stanziamenti, il valore del bonus individuale destinato all'aggiornamento professionale rischia una contrazione strutturale.
L'impatto dell'estensione della carta del docente sui fondi
Secondo Marcello Pacifico, presidente di ANIEF, l'allargamento della platea dei beneficiari senza un contestuale aumento delle risorse finanziarie porterebbe a una svalutazione del contributo. Attualmente, la quota destinata direttamente all'insegnante potrebbe scendere a circa 400 euro, poiché una parte dei fondi verrebbe dirottata verso le istituzioni scolastiche per l'organizzazione di attività formative centralizzate.
Questa redistribuzione interna riduce l'autonomia di spesa del singolo docente. La somma complessiva non rispecchia più il valore originale del bonus, poiché solo una frazione rimane nella disponibilità immediata del titolare per l'acquisto di libri, software o iscrizioni a corsi scelti in autonomia.
Il possibile coinvolgimento del personale ATA
La situazione diventerebbe ancora più complessa se il beneficio venisse esteso al personale ATA. In assenza di nuovi investimenti ministeriali (stimati in almeno 100 milioni di euro), l'assegno individuale subirebbe un'ulteriore riduzione proporzionale.
Il sindacato sottolinea che la trasformazione della misura in una generica "carta servizi" richiederebbe una revisione profonda della Legge 107/2015. Senza un intervento legislativo chiaro e una copertura finanziaria adeguata, il rischio è quello di snaturare uno strumento nato per sostenere la qualità della didattica attraverso la formazione continua.
La necessità di mantenere il valore di 500 euro
L'obiettivo prioritario resta il mantenimento della soglia minima di 500 euro per ogni avente diritto. Per raggiungere questo risultato, è indispensabile che il Parlamento individui nuove coperture finanziarie. La battaglia per la tutela del potere d'acquisto della carta è dunque di natura politica e normativa, finalizzata a garantire a tutto il personale, di ruolo e precario, pari dignità e strumenti di aggiornamento.