Carta del docente: indiscrezioni circa l'imminente attivazione della piattaforma con importi ridotti
L'attesa per il bonus starebbe per finire, ma l'allargamento della platea potrebbe ridurre la somma destinata a tutti gli insegnanti.
Secondo le indiscrezioni riportate in un articolo di Orizzontescuola, nelle prossime ore potrebbe essere attivata la piattaforma della Carta del docente. Non solo, ma secondo la stessa testata l'ingresso di 200mila precari nella platea degli aventi diritto potrebbe causare una riduzione del valore nominale del voucher, stimato ora tra 400 e 450 euro per l'anno scolastico in corso.
Possibile taglio fondi per la Carta del docente 2025/26
Fonti vicine all'amministrazione scolastica suggeriscono che lo sblocco dei borsellini elettronici potrebbe concretizzarsi in un arco temporale brevissimo, verosimilmente tra la giornata odierna e quella di domani. Il ritardo accumulato finora non è casuale, ma strettamente connesso a complesse operazioni di calcolo necessarie per ridefinire il bacino d'utenza. L'adeguamento alle recenti pronunce giurisprudenziali, che hanno esteso il diritto al bonus formazione anche al personale non di ruolo, ha infatti imposto al Ministero dell'Istruzione e del Merito una revisione delle stime.
La variabile critica riguarda la sostenibilità finanziaria: il budget stanziato è rimasto invariato, mentre il numero dei beneficiari è cresciuto esponenzialmente. Con l'inserimento di circa 200.000 docenti precari — specificamente coloro con contratti al 31 agosto e al 30 giugno — la ripartizione aritmetica delle risorse disponibili condurrebbe inevitabilmente a una flessione dell'importo unitario. Salvo interventi correttivi dell'ultima ora o rifinanziamenti straordinari, la cifra storica di 500 euro sembra destinata a scendere, assestandosi su una forchetta che oscilla tra i 400 e i 450 euro pro capite.
La nuova platea dei beneficiari: inclusi i supplenti
La configurazione dei destinatari per l'anno scolastico corrente segna un punto di svolta rispetto al passato, recependo le indicazioni dei Tribunali del Lavoro e della Corte di Giustizia Europea. Il diritto al sussidio non è più appannaggio esclusivo dei docenti di ruolo, ma abbraccia una fetta consistente del precariato storico. Oltre ai neoassunti e a chi opera in regime di part-time, la misura include ora strutturalmente i supplenti annuali con termine al 31 agosto 2026 e quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), indipendentemente dal monte ore settimanale.
La lista degli aventi diritto rimane comunque articolata e comprende categorie talvolta trascurate dalla narrazione comune. Vi rientrano, ad esempio, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute (ex art. 514 D.Lgs. 297/94), il personale in posizione di comando, distacco o fuori ruolo, e i docenti in servizio presso le scuole militari o le istituzioni scolastiche italiane all'estero. Non bisogna dimenticare il personale educativo, figura chiave nei convitti, e tutti quei docenti che hanno ottenuto il riconoscimento del bonus tramite specifiche sentenze favorevoli, per i quali potrebbero essere previste procedure di accredito dedicate in caso di ritardi tecnici.
L'impatto della formazione sulla qualità scolastica
Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene quanto la formazione continua non sia un vezzo, ma una necessità operativa. La riduzione dell'importo, se confermata, rappresenterebbe una sfida non indifferente per la categoria, considerando l'aumento dei costi per l'aggiornamento professionale e l'acquisto di hardware e software didattici. La Carta del docente ha rappresentato negli ultimi anni l'unico strumento di welfare diretto a supporto dell'autoaggiornamento; una sua contrazione imporrebbe agli insegnanti una selezione ancora più rigorosa delle risorse da acquistare.
Resta da chiarire come il sistema gestirà tecnicamente i borsellini dei precari rispetto a quelli di ruolo, e se vi saranno differenze nelle tempistiche di accredito. La piattaforma Sogei dovrà essere in grado di processare un flusso di accessi massiccio non appena verrà dato il "via libera", evitando i crash di sistema che spesso hanno caratterizzato i click day della pubblica amministrazione. La speranza della categoria è che la decurtazione sia contenuta o che si trovino pieghe di bilancio per garantire il pieno importo a tutti i lavoratori della conoscenza.