Carta Docente anche agli ATA: la Uil Scuola preme per fondi e formazione

Il sindacato denuncia il ritardo del bonus e rilancia l'estensione della Carta Docente anche agli ATA per garantire aggiornamento professionale a tutto il personale.

03 febbraio 2026 17:45
Carta Docente anche agli ATA: la Uil Scuola preme per fondi e formazione - Giuseppe D'Aprile - UIL Scuola RUA
Giuseppe D'Aprile - UIL Scuola RUA
Condividi

Mentre prosegue l'attesa per lo sblocco dei fondi 2026, Uil Scuola solleva la questione cruciale della Carta Docente anche agli ATA. Senza risorse dedicate alla formazione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, l’intero sistema scolastico rischia di subire un pericoloso stallo operativo e qualitativo.

Ritardi burocratici e incertezze sul bonus 2026

Siamo giunti al 3 febbraio e la situazione appare ancora bloccata. La scadenza tecnica per il decreto interministeriale, fissata normativamente al 30 gennaio, è stata disattesa, lasciando migliaia di insegnanti nell'impossibilità di accedere al bonus da 500 euro. Si tratta di un precedente storico negativo: è la prima volta che il corpo docente riprende le attività didattiche dopo la pausa natalizia senza avere disponibilità del portafoglio elettronico, rimasto "congelato" dal 31 agosto scorso.

L'assenza di comunicazioni ufficiali da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito alimenta il malcontento. Non vi è soltanto il problema delle tempistiche, ma anche l'incognita sull'ammontare effettivo: con l'ampliamento della platea dei beneficiari, non è garantito che la cifra rimanga fissa a 500 euro come nelle annualità precedenti. Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene quanto questo strumento sia diventato essenziale non solo per l'acquisto di libri, ma per sostenere i costi di master e corsi di aggiornamento già pianificati e ora a rischio sospensione per mancanza di copertura economica immediata.

La battaglia per la Carta Docente anche agli ATA e la formazione negata

In questo scenario di incertezza generale, emerge con forza la rivendicazione sindacale focalizzata sul personale non docente. La Uil Scuola, attraverso le parole del segretario generale Giuseppe D’Aprile, ha acceso i riflettori su una disparità di trattamento ormai insostenibile. La richiesta è chiara: la formazione non può essere un obbligo senza risorse.

Secondo l'analisi sindacale, escludere il personale ATA dal beneficio economico rappresenta un paradosso gestionale. Le segreterie scolastiche e i reparti tecnici sono chiamati a gestire procedure sempre più digitalizzate e complesse, che richiedono competenze aggiornate. D’Aprile sottolinea una "evidente contraddizione": il Ministero richiede personale altamente qualificato e performante, ma non eroga le somme necessarie per permettere tale qualificazione. La mancata estensione della Carta Docente agli ATA non è solo una questione salariale, ma un vulnus che compromette l'efficienza stessa della macchina amministrativa scolastica.

Le pressioni politiche e le nuove normative in vigore

La questione è approdata nuovamente in Parlamento. Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito Democratico, ha depositato la terza interrogazione sul tema, denunciando la mancata trasparenza sulle modalità di accreditamento e sugli arretrati dell'anno precedente. Manzi evidenzia come l'ampliamento della platea, previsto dal Decreto Legge n. 127 del 2025, non possa giustificare un blocco totale dell'erogazione, dato che il Ministero possiede già i dati necessari per la profilazione degli aventi diritto.

Sul fronte governativo, la sottosegretaria Paola Frassinetti aveva precedentemente chiarito che lo slittamento tecnico è dovuto proprio alla necessità di includere nel sistema circa 190.000 nuovi beneficiari, tra cui i supplenti annuali e quelli con contratto al 30 giugno. La riforma, divenuta legge a ottobre, introduce inoltre vincoli più stringenti sull'utilizzo del bonus: dall'anno scolastico 2025/2026, l'acquisto di hardware e software sarà consentito solo alla prima erogazione e successivamente con cadenza quadriennale, pur aprendo alla possibilità di spendere il credito per servizi di trasporto.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail