Carta docente: film e documentari ammessi, stop agli abbonamenti streaming
La Carta docente può essere usata per acquistare singoli contenuti audiovisivi utili alla formazione, ma restano esclusi gli abbonamenti alle piattaforme streaming.
La Carta docente cambia le regole per l’acquisto di contenuti digitali legati alla formazione degli insegnanti. Il Ministero ha chiarito che i docenti possono comprare film, documentari e file audio se si tratta di opere singole, collegate all’aggiornamento professionale. Restano invece vietati gli abbonamenti streaming, anche se offrono cataloghi ricchi di contenuti potenzialmente utili alla didattica. La novità nasce dal Decreto Legge 45 del 2025, che amplia le spese ammissibili includendo l’editoria audiovisiva tra i beni acquistabili con il bonus.
Carta docente e contenuti audiovisivi
La principale novità riguarda la possibilità di usare la Carta docente per acquistare materiali audiovisivi specifici. Un insegnante potrà quindi comprare un film, un documentario o un prodotto audio se ritenuto utile per la propria formazione o per l’aggiornamento professionale. Il Ministero ha precisato che l’acquisto deve riguardare un’opera singola e identificabile, non un accesso generico a un catalogo. Questo permette ai docenti di integrare strumenti più moderni nel proprio percorso formativo, valorizzando contenuti culturali, storici, scientifici o pedagogici coerenti con la professione.
Perché gli abbonamenti streaming non sono ammessi
Il chiarimento ministeriale esclude l’uso del bonus per pagare abbonamenti streaming mensili o annuali. La ragione è legata alla natura del servizio: un abbonamento offre accesso continuativo a molti contenuti, senza garantire che siano tutti collegati alla formazione docente. La Carta docente, invece, deve finanziare spese mirate e coerenti con l’aggiornamento professionale. Di conseguenza, non sarà possibile usare il bonus per piattaforme video con cataloghi generalisti, anche quando al loro interno sono presenti documentari, film educativi o contenuti culturali.
Cosa cambia con il Decreto Legge 45 del 2025
Il Decreto Legge 45 del 2025 aggiorna le regole introdotte nel 2015 e inserisce in modo esplicito l’editoria audiovisiva tra i beni acquistabili. Si tratta di un passaggio importante perché riconosce il valore formativo di contenuti non solo cartacei o tradizionali, ma anche digitali e multimediali. La Carta docente diventa così più vicina alle esigenze attuali della scuola, dove video, audio e materiali interattivi possono sostenere l’apprendimento e l’aggiornamento. Resta però fondamentale distinguere tra acquisto di un singolo prodotto e accesso tramite abbonamento.
Come usare correttamente il bonus
Per evitare errori, i docenti dovranno verificare che il contenuto scelto sia acquistabile come prodotto autonomo. È quindi ammesso comprare un singolo documentario storico, un film utile a un percorso didattico o un file audio formativo, purché la spesa sia riconducibile alla crescita professionale. Non sono invece consentiti pacchetti illimitati, iscrizioni periodiche o servizi che danno accesso a interi cataloghi. La regola pratica è semplice: la Carta docente può coprire un bene audiovisivo preciso, non un servizio continuativo di intrattenimento o distribuzione digitale.