Carta Docente: il sindacato Gilda contesta i tagli
La riduzione del bonus a 383 euro penalizza il personale. Si propone la deducibilità fiscale per sostenere la formazione insegnanti.
Il recente aggiornamento del fondo per la Carta Docente ha ridotto ufficialmente l’importo a 383 euro, sollevando aspre polemiche sulla gestione della formazione insegnanti. La Federazione Gilda Unams ha espresso un giudizio severo, evidenziando come l'attuale sistema non risponda alle reali esigenze della categoria.
Le critiche alla gestione del fondo per la formazione
Secondo la visione sindacale, le risorse destinate all'aggiornamento professionale avrebbero dovuto avere una natura diversa. L'integrazione di questi fondi direttamente nella retribuzione contrattuale avrebbe garantito benefici a lungo termine, rendendo tali cifre pensionabili e soggette ai futuri adeguamenti dei contratti collettivi nazionali.
L'attuale configurazione della Carta Docente, invece, ha mostrato limiti strutturali sin dal 2017. La frammentazione dei fondi e la successiva decurtazione hanno indebolito il potere d'acquisto dei lavoratori della scuola, trasformando un investimento nel capitale umano in un sussidio precario.
Il nodo dei contenziosi e degli enti esterni
Un'analisi dettagliata mette in luce come l'attuale modello abbia favorito soggetti terzi. Invece di stimolare una crescita organica del corpo docente, lo strumento ha spesso alimentato:
Enti di formazione esterni, che hanno beneficiato dei flussi finanziari senza un reale ritorno qualitativo per il sistema scolastico.
Studi legali, a causa dei numerosi ricorsi attivati dal personale precario per ottenere il riconoscimento del medesimo diritto dei docenti di ruolo.
Questa situazione ha generato una conflittualità interna alla categoria, risolta solo parzialmente da stanziamenti straordinari destinati alle scuole per materiali e attività formative.
Il futuro della Carta Docente e le alternative
Per superare l'attuale stallo e la farraginosità delle piattaforme ministeriali, la Gilda propone un cambio di paradigma basato sulla deducibilità fiscale. L'obiettivo è restituire piena autonomia decisionale al personale docente, eliminando i vincoli burocratici che hanno caratterizzato gli ultimi anni.
La proposta prevede che tutte le spese sostenute per l'acquisto di libri, materiali tecnici e corsi di aggiornamento possano essere portate in deduzione. Tale sistema garantirebbe una maggiore libertà di scelta e una semplificazione amministrativa immediata, evitando le attese legate al caricamento dei borsellini elettronici.